L’intelligenza artificiale è pericolosa, ecco perché le truffe possono capitare a chiunque
L’AI ha aumentato in modo esponenziale la potenza di fuoco dei cybercriminali, che ormai possono prendere di mira tutti: il parere di un avvocato e di un esperto di tecnologia su cosa sta succedendo
AI system warning interface with error alerts and cybersecurity concept on digital futuristic screen being accessed by human hand in dark background.
Una volta erano gli anziani le vittime preferite dei truffatori. Oggi, con l’avvento dell’intelligenza artificiale, i cybercriminali hanno ampliato a dismisura la loro rete. L’AI si conferma un’arma pericolosissima se finisce nelle mani sbagliate. E così a cadere nelle truffe sono anche giovani, professionisti con titoli di studio e addirittura manager e addetti ai lavori: nessuno è fuori dalla portata dei malintenzionati che usano l’AI.
VOCI CLONATE CON L’INTELLIGENZA ARTIFICIALE
L’intelligenza artificiale ha democratizzato il mondo delle truffe online: nella rete oggi possono davvero cadere tutti, anche coloro che fino a qualche anno fa si sentivano al sicuro. Questo perché i criminali possono contare su strumenti sempre più potenti, raffinati e accessibili. L’esempio principale è quello delle truffe portate a termine con messaggi vocali whatsapp o addirittura telefonate con voci clonate. Una volta servivano costosissimi software per clonare una voce, ora bastano pochi secondi di un discorso preso sui social e i malintenzionati, usando l’AI, possono inviare messaggi e fare telefonate con voci identiche a quelle di un parente o del nostro capo.
TRUFFE IN AUMENTO IN ITALIA
Secondo i dati ufficiali della Polizia Postale, nell’ultimo anno in Italia frodi informatiche e truffe online hanno sottratto ai cittadini oltre 269 milioni di euro. A preoccupare sempre di più è anche l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per clonare la voce: secondo le analisi dell’Osservatorio Cyber e i principali report sulla sicurezza informatica, i tentativi di frode basati su audio sintetici e deepfake sarebbero aumentati di oltre il 1.300%. Un fenomeno che non appare più episodico ma strutturale, che coinvolge ormai famiglie, imprese e istituzioni in tutto il Paese.
IL COMMENTO DELL’AVVOCATO IORIO DE MARCO
Una crescita esponenziale confermata a Financialounge.com dall’avvocato Giancarlo Iorio De Marco dello studio legale Iorio De Marco. “L’intelligenza artificiale è diventata sempre più performante non solo nel clonare le voci, ma anche nello scoprire password per entrare nelle email di privati e aziende – spiega l’avvocato – e nell’ultimo anno i casi di truffe di questo tipo arrivati nel nostro studio sono aumentati in modo incredibile”. L’esperto spiega che il lavoro dei cybercriminali ha raggiunto ormai un livello di raffinatezza tale da rendere a volte praticamente impossibile scoprire il raggiro. “Conoscono i punti deboli delle persone che chiamano e riescono a colpire in modo chirurgico – prosegue Giancarlo Iorio De Marco – sanno addirittura in quali orari è più facile cadere nella trappola, per esempio nel caso di aziende entrano in azione quando sanno che in un determinato giorno della settimana ci sono movimenti di denaro”.
FONDAMENTALE DENUNCIARE SUBITO
Usando l’AI, i truffatori parlano al telefono con le vittime con la voce di un parente o di un superiore ed è praticamente impossibile, a orecchio, distinguere il clone dall’originale. “Altre volte i truffatori, dopo aver carpito la fiducia delle vittime, riescono a convincerli che, per esempio, i soldi sul conto corrente sono a rischio e li guidano in finte procedure di sicurezza. In realtà, ovviamente, quei bonifici finiscono su conti correnti esteri controllati dai criminali, e recuperare i soldi non è affatto semplice”, spiega Iorio De Marco. Per questo motivo, sottolinea l’avvocato, la velocità della denuncia è fondamentale: prima si denuncia e più possibilità si hanno di recuperare le somme, ma non è semplice rendersi conto di movimenti anomali sui conti, perché i truffatori stanno bene attenti a non far scattare l’alert della banca.
L’ESPERTO DI TECNOLOGIA STEFANO SILVESTRI
“L'AI permette di compiere un salto di qualità perché rende molto più difficile affidarsi ai segnali che fino a ieri usavamo per verificare l’identità di qualcuno, come appunto la voce, il numero di telefono o il tono di una conversazione – commenta l’esperto di tecnologia Stefano Silvestri, direttore di TechTalking e collaboratore di Financialounge.com - ma il meccanismo di fondo non cambia. L’obiettivo resta convincere una persona autorizzata a compiere volontariamente un’azione che favorisce il truffatore. E quasi sempre c’è l'elemento dell'urgenza: un’operazione da chiudere subito, una richiesta riservata, una scadenza imminente. Tutto serve a spingere la vittima ad agire in fretta, riducendo il tempo per verificare, confrontarsi coi colleghi o, più semplicemente, fermarsi a ragionare. Per questo l’ingegneria sociale continua a essere una delle minacce più pericolose: l’anello debole resta l’essere umano, solo che oggi può essere tratto in inganno con strumenti molto più sofisticati e credibili”.
“TUTTI POSSONO CADERE NELLA TRAPPOLA”
“Gli ultimi casi ci dicono anche un'altra cosa piuttosto interessante – prosegue Stefano Silvestri - Siamo soliti pensare che queste truffe colpiscano soltanto anziani o persone poco preparate, me è un errore. Secondo l’Internet Crime Complaint Center dell’FBI, negli Stati Uniti le denunce di crimini informatici che coinvolgono gli under 20 sono aumentate del 74% in un solo anno. Chi è cresciuto online tende spesso a sentirsi più sicuro e a pensare che certe cose capitino solo agli altri. Questa convinzione è in realtà pericolosa: con strumenti di AI sempre più convincenti, oggi può cadere in una truffa chiunque, indipendentemente dall’età, dalla preparazione, dalla disponibilità economica o dal ruolo professionale”.
