Borsa, Piazza Affari chiude in netto calo: Ftse Mib -2,76%
Perdite pesanti per tutti i titoli del credito: a picco Mps che cede il 16%. In controtendenza Campari e Ferrari
Chiusura col segno meno per la Borsa di Milano. A Piazza Affari l'indice Ftse Mib ha ceduto il 2,76% a 16.098 punti, mentre il Ftse All Share ha lasciato sul terreno il 2,64% a 17.733 punti. Male il settore del credito, con Mps e Banco popolare tra i titoli peggiori. In controtendenza Campari e Ferrari.
A Milano va così la maglia nera tra le Borse del Vecchio Continente. Anche le altre piazze finanziarie chiudono con forti perdite, da Madrid (-2,7%) a Francoforte (-1,84%), da Parigi (-1,84%) a Londra (-0,73%).
Banche, l'ora del tonfo - Giornata di sofferenze dunque per il mondo del credito all'indomani di una seduta positiva per Mps, che lunedì aveva invece provato a rialzare la testa dopo il via libera della Bce al piano di salvataggio basato sulla cessione di un pacchetto da 9,7 miliardi di sofferenze e su un maxi aumento di capitale da 5 miliardi. Dall'inizio dell'anno, il Ftse Mib ha fin qui perso il 25% del suo valore.
Montepaschi ha ceduto il 16% a 0,2601 euro, Popolare dell'Emilia Romagna il 12,36% a 3,034 euro, Popolare di Milano il 10,29% a 0,365 euro, Banco Popolare il 10,12% a 2,15 euro, Mediobanca l'8,22% a 5,64 euro, Ubi Banca il 7,07% a 2,392 euro. Su Unicredit (-7,15% a 1,844 euro) i timori del mercato sono che l'aumento di capitale possa superare quota 5 miliardi di euro. Gli acquisti hanno invece premiato Ferrari (+2,52% a 41,52 euro), che nel primo semestre ha riportato un utile netto a 175 milioni di euro, in crescita dai 141 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. In aumento anche i ricavi, saliti del 7% a 1,48 miliardi di euro, e l'Ebitda, in crescita dell'11% a 385 milioni.
Bene anche Campari (+4,65% a 9,68 euro) che ha chiuso il primo semestre del 2016 con un utile netto pari a 67,2 milioni di euro, in calo del 13,8% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno a causa di rettifiche di oneri operativi principalmente attribuibili ai costi dell'acquisizione di Grand Marnier. I ricavi del gruppo del celebre aperitivo si sono attestati a 743,9 milioni di euro, in diminuzione dell'1,8% rispetto ad un anno fa. L'Ebitda rettificato è stato pari a 172 milioni di euro (+6,3%), mentre l'Ebit rettificato è salito del 5,6% a 146,4 milioni.
