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Il nuovo piano strategico di Alitalia: tornare all'utile nel 2017

La compagnia intende aumentare le destinazioni in un settore dove il traffico passeggeri si è ridotto negli ultimi anni

- Alitalia ha definito la nuova strategia aziendale. Diversi sono gli obiettivi, alcuni dei quali molto ambiziosi, che nei prossimi anni la compagnia intende raggiungere insieme ad Etihad Airways che, forte di un investimento di 560 milioni di euro, attualmente detiene il 49% della società guidata da Luca Cordero di Montezemolo e dall'amministratore delegato Silvano Cassano.

Il nuovo piano strategico di Alitalia: tornare all'utile nel 2017

Alitalia che, al momento dell'accordo con Etihad, vantava un organico composto da 13.721 dipendenti, una flotta di 134 velivoli con un'età media di sette anni, e aveva chiuso il bilancio del 2013 con 233 milioni di euro di accantonamenti e svalutazioni, intende raggiungere il primo utile (46 milioni di profitti netti) nel 2017, dopo le perdite accumulate dal 2008 al 2014 (1,6 miliardi di euro) e quelle stimate per il 2015 (203 milioni) e il 2016 (44 milioni).

Promesse sul fronte occupazionale non sono state fatte: Alitalia che, secondo l'Official Airline Guide (una società britannica di analisi e consulenza), non rientra tra le prime venti compagnie aeree più puntuali al mondo, vuole innanzitutto migliorare la qualità dei propri servizi e poi (eventualmente) pensare a nuove assunzioni.

Obiettivi ambiziosi da raggiungere aumentando, ad esempio, il numero delle destinazioni (prima dell'intesa con Etihad erano 83) in un settore che ha visto il numero di passeggeri ridursi nel corso degli ultimi anni.

Nel 2013, secondo i più recenti dati ISTAT, le compagnie aeree commerciali, italiane e straniere, hanno perso rispetto al 2012 poco più di 2,5 milioni di passeggeri. Un calo che ha riguardato anche le compagnie low cost (-1,8 milioni di unità). Il quadro peggiora ulteriormente se si prende in considerazione soltanto la componente dei vettori italiani (tra i quali figura Alitalia) in quanto sono diminuiti sia i passeggeri dei voli a basso costo (-4,3 milioni) sia quelli dei voli tradizionali (-1,4 milioni).

Nonostante un peggioramento generale del traffico aereo, nel corso del 2013 Alitalia è stato il primo vettore nel nostro Paese per numero di passeggeri trasportati, secondo quanto riferito dall'ENAC (l'Ente nazionale per l'aviazione civile). Da gennaio a dicembre, sono stati ben 23,9 milioni i viaggiatori che hanno deciso di servirsi della compagnia attualmente guidata da Luca Cordero di Montezemolo: un numero più alto di quello di Ryanair e Easyjet, rispettivamente secondo e terzo vettore con 23 e 12,3 milioni di passeggeri.

Eppure, osserva ancora l'Istituto di statistica, dal 2003 al 2013 la quota di utilizzo dei vettori italiani da parte dei passeggeri – in arrivo e in partenza dagli aeroporti sparsi sul nostro territorio – è progressivamente diminuita. Un declino (inesorabile) e che diventa ancor più marcato nel periodo compreso tra il 2008 e il 2013, durante il quale i passeggeri che hanno utilizzato compagnie italiane sono diminuiti, passando dal 51% al 34% del totale. Nel 2003 era al 66%.

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