Guerra in Iran e rischio stagflazione, BlackRock preferisce le azioni Usa rispetto ai Treasury
Blackrock vede anche favoriti in Europa finanziari, farmaceutici e infrastrutture. Quadro fluido, rischi reali, ma non dovrebbe durare a lungo. In discussione lo scenario di tassi bassi
Gli investitori devono fronteggiare una situazione fluida, con rischi reali. Per ora, lo shock innescato dalla guerra in Iran sembra destinato a non durare a lungo, con danni misurabili nell’arco di settimane più che di mesi o soltanto giorni. A fronte di questo quadro, il posizionamento è di sottopeso sui Treasury USA a lunga scadenza, con preferenza invece per l’azionario americano e giapponese, mentre in Europa sono favoriti i titoli finanziari, farmaceutici e delle infrastrutture. Sono le indicazioni conclusive dell’ultimo commento su mercati e temi di investimento di BlackRock, su come valutare lo shock mediorientale.
LE AZIONI USA HANNO SOVRAPERFORMATO
Il conflitto sta causando uno shock alla catena di approvvigionamenti, i prezzi dell'energia hanno subito un'impennata, ma le azioni USA hanno comunque sovraperformato rispetto ai forti cali, mentre i rendimenti dei Treasury sono saliti, sfidando il ruolo di bene rifugio. L’inflazione americana potrebbe mettere alla prova l'ampiezza delle pressioni sui prezzi, influenzando la flessibilità della Fed in un contesto di crescente rischio. In tutto il mondo, comunque, il conflitto sta causando uno shock che potrebbe causare settimane di crisi, non giorni o mesi.
RISCHIO DI STAGFLAZIONE NON SCONTATO
C'è il rischio di uno shock stagflazionistico, ma non è scontato, secondo BackRock, che resta sottopesata sui Treasury a lunga e privilegia le azioni USA. Si stanno intanto capovolgendo recenti tendenze, che avevano visto le azioni internazionali fare meglio, guidate da timori sull’IA, per poi invertire bruscamente. BlackRock sottolinea la convinzione che siamo a rischio di uno shock inflazionistico dell'offerta, più che di un rallentamento determinato dalla domanda, che alla fine però potrebbe colpire la crescita economica.
I FUTURES PUNTANO A UNA DURATA LIMITATA
Quanto sarà forte lo shock? I futures sul petrolio indicano che potrebbe durare settimane, non mesi, ed è ragionevole perché le pressioni economiche e politiche forniranno probabilmente forti incentivi per contenere il conflitto e impedire una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz. Il risultato netto è una contrazione dell'offerta a breve termine con effetti regionali disparati, molto diversi rispetto alla crisi energetica del 2022, incentrata sull'Europa e sui gasdotti, mentre oggi la tensione parte dai terminali di esportazione.
EUROPA E PARTI DI ASIA PIÙ VULNERABILI
BlackRock ritiene che l'Europa e alcune parti dell'Asia siano le più vulnerabili, i cui mercati non a caso hanno sottoperformato rispetto agli USA, con una divergenza che riflette la struttura asimmetrica del mercato energetico: il petrolio può essere reindirizzato a livello globale, ma le infrastrutture, il trasporto e i prezzi del gas sono molto regionali.
PIÙ DIFFICILE UN COMPROMESSO PER LA CRESCITA
La crisi attuale, secondo BlackRock, rientra in un modello di shock geopolitici che crea vincoli all'offerta in un mondo frammentato. Se dovesse protrarsi, il rischio d'inflazione strutturalmente persistente rimarrebbe, rende il compromesso tra crescita e inflazione più difficile. I mercati reagiscono con l'aumento dei rendimenti obbligazionari e la pressione al rialzo sui premi a termine. In conclusione, anche in assenza di una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz, potremmo assistere a uno shock che ribalterà la narrativa di “bassa inflazione e tassi più bassi” che ha alimentato i mercati fino a poco tempo fa. Il che rafforza l’opinione di BlackRock che l'inflazione potrebbe sorprendere al rialzo.
