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Governo, giovani Confindustria:bocciati Quota 100 e i minibot

"Servono grandi opere, basta chiacchiere", ha detto il presidente Alessio Rossi durante il suo intervento al convegno annuale che si tiene a Rapallo

"Da anni facciamo proposte, ci siamo rivolti a tutti i governi. Stavolta non c'è più niente da aggiungere. E' finita la nostra pazienza". Lo dice il presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria, Alessio Rossi, aggiungendo: "Abbassiamo subito il cuneo fiscale". Poi una sonora bocciatura a Quota 100 ("un boomerang paradossale") e ai minibot ("sono i soldi del Monopoli"). "Servono grandi opere, basta chiacchiere", chiude Rossi da Rapallo.

"Torniamo per un attimo ad un anno fa - ha detto Rossi dal palco del 49esimo convegno dei Giovani imprenditori di Confindustria -: 1 giugno 2018, giuramento del governo Conte. Una settimana dopo, il nostro convegno qui a Rapallo. Allora chiedevamo al Parlamento più giovane della storia repubblicana di saldare un'alleanza con le imprese giovani. Un anno dopo, ancora niente alleanza e niente per i giovani. Solo crescita ingessata".

"Siamo al gioco della torre, dobbiamo scegliere il meno peggio" - Parlando della prossima Manovra Rossi ha quindi ricordato che si parte con l'handicap di reperire 23 miliardi di euro per disinnescare le clausole di salvaguardia. "Se scattano - ha detto - aumentano Iva e accise. Per non farle scattare i 23 miliardi vanno trovati in altro modo. Ma questo non deve intervenire sul deficit".

E tenendo conto che 23 miliardi sono più o meno il valore di una legge di bilancio "significa che il governo deve reperire il doppio delle risorse - ha sottolineato - siamo costretti a fare il gioco della torre, a scegliere il meno peggio, tra una procedura di infrazione, una recessione per depressione dei consumi e aumento Iva o nuove tasse".

"Minibot? Come soldi del Monopoli" - "Pensare che il problema del debito pubblico sia risolvibile con i minibot - ha detto Rossi - è come provarci con i soldi del Monopoli". "Ormai i nostri conti pubblici sono ufficialmente sotto la vigilanza europea e insieme con la flessibilità economica è finita anche la nostra pazienza".

"Quota 100 è come boomerng che torna indietro" - Rossi ha quindi attaccato Quota 100. "Ci sta tornando indietro come un boomerang - ha aggiunto -, perché la Commissione europea l'ha messa all'indice. Ma il problema vero è che questa misura genera un paradosso: in uno dei Paesi più vecchi d'Europa non si può avere un sistema pensionistico insostenibile".

"Decreto crescita? Andrebbe chiamato decreto dita incrociate" - "Di fronte ad una situazione di stallo, abbiamo chiesto provvedimenti urgenti, ma la risposta ancora una volta è stata debole: i decreti crescita e sblocca-cantieri. Decreto crescita, che forse sarebbe più prudente chiamare 'decreto dita incrociate'", ha quindi aggiunto Rossi, rimarcando che "eppure, se c'è un obiettivo su cui tutti concordano, è proprio la crescita", che però "non c'è nel testo e figuriamoci nei fatti". Dunque, "visto che questi due provvedimenti sono ora in Parlamento, non è troppo tardi per dare il tanto atteso segnale: il governo stia dalla parte giusta, stia dalla parte dello sviluppo. Dalla parte delle imprese".

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