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Francia: mercati in campagna elettorale, sfiducia su azionario e obbligazionario

La Financière de l’Échiquier, in un commento di Enguerrand Artaz, analizza le debolezze economiche del Paese, a cominciare dal debito, in vista delle presidenziali di maggio 2027

07 Set 2026 - 17:07
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Elezioni francesi, adesso si può ragionare sui buoni fondamentali economi e aziendali

Elezioni francesi, adesso si può ragionare sui buoni fondamentali economi e aziendali

I candidati alle prossime presidenziali non sono ancora definiti, ma in Francia la campagna elettorale è già iniziata nei dibattiti tv e sui social e anche nei mercati finanziari. L’incertezza sul voto della legge di bilancio fa da prova generale per l’appuntamento di maggio 2027 e suscita già prese di posizione nette degli investitori, mentre sul fronte dei tassi il clima è teso con il decennale che oltre la soglia del 4%, a livelli che non si vedevano dal 2008.

COSTO ELEVATO DI FINANZIAMENTO DEL DEBITO
Nel suo “punto della settimana”, Enguerrand Artaz, Strategist di La Financière de l’Échiquier, osserva che, anche se il trend si inserisce in un contesto generalizzato di aumenti dei tassi a livello globale, la specificità francese è comunque una realtà. Lo spread con il Bund tedesco è tornato ai livelli record raggiunti nel 2024 dopo lo scioglimento dell’Assemblea nazionale, nessuno dei 21 paesi dell’Eurozona, neanche Grecia o Bulgaria, si finanzia a costi così alti.

LA SFIDUCIA CONTAGIA ANCHE LE AZIONI
La sfiducia dei mercati obbligazionari si riflette anche nel comportamento di quelli azionari: da inizio anno il CAC 40 sottoperforma tutti gli indici europei, con un apprezzamento di appena il 4,8% contro il 13,3% dell’EuroStoxx. Il principale indice della Borsa parigina è sfavorito dall’esposizione a lusso e auto, ma anche il CAC Small sottoperforma ampiamente l’equivalente europeo, e non è frutto del caso.

LE SCADENZE POLITICHE PRIMA DELLE PRESIDENZIALI
Molti intermediari segnalano crescente interesse degli investitori internazionali verso posizioni al ribasso e alcuni hedge fund ammettono persino di evitare certi titoli, pur ritenendoli di altissima qualità, per il solo fatto di essere francesi. Lo scetticismo riflette evidentemente le incertezze relative alle prossime scadenze politiche: il voto sulla finanziaria, in primo luogo, e poi le elezioni presidenziali. Ma traduce anche un timore legittimo rispetto all’economia, che rischia il peggior disavanzo pubblico dell’Eurozona anche nel 2026.

A UN SOFFIO DALLA RECESSIONE TECNICA
Artaz ricorda che la Francia ha un indebitamento tra i più elevati, superata solo da Italia e Grecia, con disoccupazione all’8,2%, tra le più alte dell’Eurozona, dove invece viaggia ai minimi storici. I più recenti indicatori di attività, sebbene in leggera ripresa, rimangono in territorio contratto mentre nel resto d’Europa, Germania compresa, sono in espansione, e la crescita del PIL, dopo un -0,2% nel primo trimestre, è stata rivista a zero per il secondo, a un soffio dalla recessione tecnica.

MERCATI IN CERCA DI RIPARO DALLI’INCERTEZZA
In conclusione, sottolinea l’esperto di La Financière de l’Échiquier, sia sui mercati azionari che obbligazionari gli investitori non solo si mettono al riparo da un periodo di incertezza politica, ma cominciano a posizionarsi per tenere conto di una situazione economica e finanziaria preoccupante, di fronte alla quale le prossime elezioni presidenziali sembrano profilarsi come l’ultima chance.