Osservatorio ECM IRTOP: Euronext Growth Milan supera 11,1 miliardi con 205 società
Presentata in Borsa Italiana la XIII edizione del report: ricavi delle PMI in crescita del 12% e capitalizzazione attesa a 12,3 miliardi entro fine anno
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Il mercato delle piccole e medie imprese conta ormai più società quotate del listino principale di Borsa Italiana: 206 contro 197 al 31 maggio, un divario in allargamento. È uno dei dati di maggior rilievo emersi questa mattina a Palazzo Mezzanotte, dove IRTOP Consulting ha presentato la XIII edizione dell'Osservatorio ECM, il rapporto annuale su Euronext Growth Milan. La fotografia, aggiornata al 10 luglio, descrive un mercato solido nonostante la frenata delle IPO a livello europeo: 205 società quotate per una capitalizzazione complessiva di 11,1 miliardi di euro. Sulla base dei bilanci 2025, le quotate hanno generato ricavi aggregati per 10,8 miliardi, in crescita del 12%, e occupano quasi 28.600 dipendenti, il 10% in più rispetto al 2024. Ne abbiamo parlato con Anna Lambiase, CEO di IRTOP Consulting e Direttore Scientifico dell'Osservatorio, che ai nostri microfoni ha ripercorso lo stato di salute del mercato, le leve per risolvere il nodo della liquidità e le prospettive per fine anno.
UN MERCATO CHE TIENE NONOSTANTE IL GELO DELLE IPO
Perché un nodo c'è, e Lambiase non lo nasconde. Il 2026 è un anno difficile per le matricole: al 10 luglio le nuove quotazioni sono state appena quattro, Praexidia Industrie Strategiche, OPT, Alia Mentis ed Eti, per una raccolta di 36,6 milioni di euro, complici la volatilità geopolitica e l'incertezza macroeconomica. Il 2026 ha segnato un forte rallentamento del numero di IPO in Europa e in Italia. Nonostante ciò, l'esperienza storica del mercato dimostra che lo strumento funziona dal 2009 sono 350 le società approdate sul listino, con 6,2 miliardi raccolti per finanziare la crescita. Questi dati confermano che EGM continua a sostenere la crescita delle PMI nel medio-lungo termine e potrà esprimere il suo potenziale attraverso interventi mirati di politica dei capitali. La mattinata ha inoltre messo in evidenza le occasioni da non sprecare: la Savings & Investment Union europea, la riforma del TUF e dei PIR, la previdenza complementare che dal 1° luglio destina il TFR dei neoassunti ai fondi pensione. Tutte strade per orientare il risparmio delle famiglie verso l'economia reale e correggere un'anomalia: le aziende crescono, ma la Borsa le valuta il 34% in meno rispetto alla propria media storica. Non per i risultati, che sono solidi, ma per la scarsità di capitali in circolazione sul listino.
GLI IMPRENDITORI: ECCO PERCHÉ CI SIAMO QUOTATI
Ma i numeri, da soli, non spiegano cosa significhi portare la propria azienda in Borsa. Per capirlo abbiamo sentito chi questa decisione l'ha presa. Tre imprenditori, tre settori lontanissimi tra loro, la sostenibilità, il turismo, la sanità, e una convinzione comune: la quotazione non serve solo a raccogliere capitali, ma cambia il modo di essere impresa, portando più visibilità, una governance più solida e maggiore forza nell'attrarre partnership. Tre storie diverse, ma unite da un filo comune: utilizzare la Borsa come leva per accelerare la crescita. Giovanni Lombardi, fondatore e presidente di Tecno, ha raccontato il percorso della società benefit napoletana attiva nel SustainTech, che supporta oltre 4.000 imprese nella transizione energetica e digitale e, a un anno dalla quotazione, punta a rafforzare l'espansione internazionale. Ercolino Ranieri, amministratore delegato di Xenia Hôtellerie Solution, ha invece portato la testimonianza di un gruppo con oltre trent'anni di esperienza nel turismo. Infine, Davide Lucano, amministratore delegato di OPT, la matricola più recente di Piazza Affari, ha illustrato i piani di crescita della società attiva nei servizi sanitari ad alto valore aggiunto, che intende impiegare le risorse raccolte con l'IPO per realizzare acquisizioni in un mercato ancora fortemente frammentato.
LA SCOMMESSA: QUOTA 215 ENTRO FINE ANNO
E per il futuro? La previsione di IRTOP Consulting è ottimista: 215 società quotate entro fine anno, per una capitalizzazione di 12,3 miliardi di euro. Le prossime matricole dovrebbero arrivare da sanità, intelligenza artificiale, servizi e industria, con una raccolta 2026 stimata in circa 121 milioni. A dare una spinta ci saranno il Bonus IPO, gli incentivi regionali e iniziative come PMI2Change, l'ETF attivo PIR compliant promosso da Banca Generali con Intermonte e Investlinx, che punta a raccogliere fino a 100 milioni nelle fasi iniziali. Il traguardo vero, però, resta più lontano: l'AIM di Londra conta 609 società per 79 miliardi di capitalizzazione, Euronext Growth Paris 286 per quasi 17 miliardi. Il divario dice che lo spazio di crescita c'è tutto. Colmarlo, è la conclusione condivisa a Palazzo Mezzanotte, richiederà misure strutturali e matricole più grandi, con raccolte di almeno 10 milioni di euro.
