Ecco perché la corsa all’oro che ora arriva al record dei 5.000 dollari l’oncia
Avvio cauto per i principali listini europei, con gli investitori che guardano alla stagione delle trimestrali Usa e alla decisione della Fed sui tassi. A Piazza Affari scende Diasorin (-2%), salgono Mediobanca (+0,9%) e Tim (+0,8%)
Le Borse europee aprono la settimana all’insegna della cautela, in attesa della Fed, che deciderà sui tassi mercoledì, e guardando all’inizio della stagione delle trimestrali tech a Wall Street. L’attenzione degli investitori, però, è per la corsa dell’oro che arriva a toccare la quotazione record di 5mila dollari l’oncia. A guidare la corsa contribuiscono le crescenti incertezze geopolitiche. Le valutazioni dei beni rifugio, come oro e argento, sono salite dopo la cattura del presidente venezuelano Maduro e con le minacce del presidente Usa Donald Trump all’Iran. Anche la debolezza del dollaro ha contribuito a rafforzare la domanda. E le nuove minacce di imporre tariffe del 100% sulle esportazioni del Canada verso gli Usa.
EUROPA CAUTA, SCENDE LA BORSA DI TOKYO
A Milano il Ftse Mib, dopo i primi minuti di contrattazioni, segna +0,10%, il Dax di Francoforte +0,07%, il Cac 40 di Parigi -0,17%, l’Ibex 35 di Madrid +0,16% e il Ftse 100 di Londra +0,22%. In calo la Borsa di Tokyo, con l’indice Nikkei che chiude a -1,79%, frenato dalle incertezze globali e dello yen che si è rafforzato.
IN ATTESA DELLA FED
Questa settimana si riunisce la Fed. La banca centrale americana dovrebbe lasciare invariati i tassi, dopo lo scontro con Trump dei giorni scorsi. Da capire quali saranno i dettagli che il presidente della Federal Rserve, Jerome Powell, fornirà per capire quali saranno le prossime mosse sui tassi di interesse. A Davos, Trump ha ribadito che presto sarà nominato il successore di Powell alla guida della Fed.
MAGINIFICHE 7, TRIMESTRALI AL VIA
A Wall Street fari puntati su quattro della Magnifiche 7 che comunicheranno le trimestrali. Microsoft, Meta e Tesla sono in calendario mercoledì, mentre Apple presenterà i conti giovedì. In Europa attesi i conti di Lvmh, Asml, Sap e Deutsche Bank e, a Piazza Affari, St. Diasorin apre in coda al listino milanese (-2%), Mediobanca (+0,9%) e Tim (+0,8%) scattano in cima.
VOLANO ORO E ARGENTO
Il clima di incertezza, con le tensioni geopolitiche in aumento, alimentano il rally di oro e argento. L’oro spot rompe la barriera dei 5mila dollari l’oncia, a 5.094 dollari (+2,13%), dopo aver anche superato per la prima volta i 5.100 dollari. In scia sale anche l’argento, a 108,9 dollari l’oncia (+4,5%). L’anno scorso l’argento ha messo a segno la sua migliore performance dal 1979, con un rialzo complessivo del +141%. Debole il dollaro, sul valutario, con l’euro che vale 1,1859 dollari. Petrolio in rialzo, con il Brent a 66,4 dollari al barile (+0,6%), mentre il Wti scambia oltre quota 61 dollari (+0,7%). In rialzo anche il prezzo del gas naturale che ad Amsterdam tratta a 42,4 euro al megawattora (+5%).
