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Così la spesa destinata alla cultura nellʼUE, Italia sotto la media

Si spende molto di più per la protezione sociale o la salute, ma anche per la difesa la quota è superiore

Così la spesa destinata alla cultura nell'UE, Italia sotto la media

Gli Stati membri dell'UE spendono quasi 153 miliardi di euro per “ricreazione, cultura e religione”, una cifra che è l'equivalente all'1% del Pil dell'Unione (anno di riferimento il 2015). L'Eurostat, l'ufficio statistico dell'UE, osserva che è molto meno di quanto si spende per altri capitoli quali la protezione sociale.

Per la protezione sociale, infatti, la spesa è pari al 19,2% del Pil nel 2015, la salute vale il 7,2%, l'istruzione il 4,9%, la difesa l'1,4%. Quella per ricreazione, cultura e religione è una spesa comunque più alta rispetto alla “protezione dell'ambiente”, che è ferma allo 0,8% del Pil.

In rapporto al prodotto interno lordo l'entità della spesa varia in tutti gli Stati UE. Sono l'Irlanda (0,6%), la Grecia, l'Italia e il Regno Unito (0,7%) ad avere speso meno in termini relativi nel 2015, mentre l'Ungheria (2,1%) e l'Estonia (2%) sono quelli in cui si è speso di più. In generale 21 dei 28 paesi membri hanno registrato un rapporto dell'1% circa.

La classifica appare diversa, afferma ancora l'Eurostat, quando gli importi spesi sono i rapporto alla dimensione della popolazione di ciascuno paese UE. Una spesa superiore agli 800 euro per abitante si registra in Lussemburgo (1.068 euro) e in Danimarca (843 euro). Seguono poi a distanza Finlandia (565 euro), Paesi Bassi (561 euro), Svezia (499 euro), Austria (487 euro), Belgio (437 euro) e Francia (435 euro).

Cifre inferiori a 150 euro per abitante, invece, si rilevano in Romania (97 euro), Bulgaria (106 euro), Grecia (113 euro), Lituania (120 euro), Polonia (126 euro), Portogallo (130 euro) e Slovacchia (149 euro). Nella media UE, nel 2015, le spese per “ricreazione, cultura e religione” ammontano a 299 euro per abitante.

Se si guarda infine alla spesa che le famiglie destinano ai consumi culturali e ricreativi, si scopre che nel 2015 quelle italiane hanno speso meno rispetto alla media UE (6,7% e 8,5%). I paesi che si collocano nella parte più bassa della graduatoria europea, con valori inferiori ai nostri, sono sei (Lussemburgo, Cipro, Irlanda, Portogallo, Romania e Grecia). Tra questi, Romania e Grecia presentano una quota percentuale di spesa in consumi culturali inferiore al 6%. Sul podio Svezia, Paesi Bassi e Danimarca, dove la spesa supera il 10% (Rapporto Noi Italia 2017 dell'Istat).

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