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Borse Ue in positivo dopo il record di Wall Street

Le promesse di Trump di massicci investimenti nel settore petrolifero venezuelano spingono il Dow Jones verso nuovi massimi e i listini europei seguono la scia. In salita il prezzo di oro, argento e rame

06 Gen 2026 - 09:15

Le Borse europee aprono in rialzo in scia ai guadagni asiatici, con il Nikkei di Tokyo che ha chiuso in rialzo dell’1,3% (nuovi massimi di sempre) e dopo l’andamento positivo di Wall Street. L’indice Ftse Mib guadagna lo 0,7%, mentre il Dax apre in positivo dello 0,3%.

NUOVO RECORD PER IL DOW JONES
Nella seduta di ieri a Wall Street il Dow Jones, trascinato dai titoli energetici, ha registrato un nuovo record e ha chiuso in rialzo dell’1,23%. La conferma che il blitz Usa in Venezuela è stato accolto positivamente è arrivata anche dai rialzi registrati da S&P 500 (+0,64%) e Nasdaq (+0,69%). A spingere i listini Usa sono state le parole di Trump su un prossimo massiccio investimento nel settore energetico venezuelano. A livello generale, gli analisti sembrano abbastanza concordi sul fatto che la cattura di Maduro e il possibile cambio di regime non siano un fattore in grado di influenzare troppo il mercato.

SPARATORIE IN STRADA A CARACAS
Sempre ieri Maduro e sua moglie sono comparsi davanti ai giudici federali di Manhattan e si sono dichiarati non colpevoli rispetto alle accuse di traffico di droga e terrorismo mosse nei loro confronti dalle autorità Usa. Intanto, nella notte a Caracas sono state registrate violente sparatorie nei pressi del palazzo presidenziale, a quanto pare scaturita dal timore di un nuovo attacco americano. La leader dell’opposizione e premio Nobel per la Pace Maria Corina Machado ha dichiarato di essere pronta a tornare in Venezuela al più presto, ma ha ammesso di non avere contatti con Trump da ottobre. Per il momento la vice presidente Rodriguez, che ha giurato da presidente, detiene i pieni poteri.

PETROLIO IN FRENATA DOPO I RIALZI
Sul fronte azionario restano sotto la lente i titoli della difesa e quelli legati al comparto petrolifero, dopo il forte rialzo della seduta precedente e con il prezzo del greggio in arretramento a seguito dei guadagni della vigilia. Il Brent scende dello 0,4% a 61,53 dollari al barile, mentre il Wti cala dello 0,46% a 58 dollari. Al di fuori del paniere principale riflettori puntati su Pirelli: secondo il Financial Times, il gruppo e il governo italiano starebbero valutando nuove opzioni per porre fine alla partecipazione del colosso statale cinese Sinochem nel capitale, anche alla luce delle pressioni esercitate dagli Stati Uniti.

ORO, ARGENTO E RAME IN SALITA
Sul valutario, l’euro recupera posizioni sul dollaro e torna sopra quota 1,17 a 1,1733 (da 1,1716 alla chiusura della vigilia). L’acuirsi delle tensioni geopolitiche in seguito all’attacco Usa in Venezuela spinge ancora l’oro, con il contratto spot vicino ai massimi storici a 4.462 dollari l’oncia (+0,3%). In salita anche il prezzo del rame, che ha toccato un nuovo record sopra i 13.300 dollari a tonnellata. In volata anche l’argento a 78,6 dollari (+2,75%). Torna a salire il gas a 27,6 euro al megawattora (+1%).