Mario Draghi indica la strada da seguire per uscire dalla crisi. "L'Europa ha bisogno di riforme per accelerare la crescita economica e in questo caso la Germania deve servire da esempio per gli altri Paesi", ha spiegato in un'intervista al quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung il governatore della Banca d'Italia. "L'Italia non è un Paese a rischio, per tanti motivi", ha aggiunto.
"L'indebitamento delle famiglie e delle imprese è tra i più bassi in Europa. La struttura industriale è molto diversificata e pertanto resistente. Il bilancio delle partite correnti è in equilibrio. Durante la crisi, il deficit di bilancio italiano non è aumentato come in altri Paesi. La durata media del debito pubblico italiano è aumentata a sette anni e tre mesi, il che ci protegge da problemi di finanziamento".
Serve però maggiore crescita: "Lo dico da quando sono Governatore della Banca d'Italia". Poi la proposta: "Avremmo bisogno di un secondo sistema di regole, analogo ai criteri di Maastricht e al patto di stabilità, che crei le premesse per la crescita. Si potrebbe così come per il bilancio, stabilire ad esempio delle norme per le riforme delle pensioni e sottoporli a controlli reciproci. In quel caso, naturalmente un Paese chiederebbe all'altro, perché avete ancora un età pensionabile di 57 anni invece che di 67 anni o di più come altri?".
Per Draghi comunque l'esempio da imitare è quello tedesco. "Dobbiamo seguire tutti - ha affermato - l'esempio della Germania, l'ho ribadito pubblicamente varie volte. La Germania ha migliorato la sua competitività attuando delle riforme strutturali. Questo deve essere il modello". Il governatore si è detto poi convinto che la risposta alla crisi di fiducia di alcuni Stati "deve essere soprattutto nazionale. Se il governo nazionale non dà una risposta credibile, vi è molto poco da fare. Se, al contrario, il programma elaborato è credibile, si possono superare le difficoltà. E' necessario però non illudersi che i problemi possano essere risolti nel giro di un anno. Se la politica di bilancio è stata fuori controllo per anni, anche l'azione di risanamento durerà altrettanto".
Draghi ha negato l'esistenza di una crisi di fiducia dell'euro. "L'euro è una storia di successo. Ha portato vantaggi a tutti. Per paesi come l'Italia, l'euro ha significato un valore fondamentale, ossia la stabilità. Nessuno vi vorrebbe oggi rinunciare, perché la cultura della stabilità è parte integrante della vita economica di tutta l'Eurozona. Deve essere salvaguardata, perché una crescita sostenibile è possibile solo sulla base della stabilita".
