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Hopa: morto presidente Bellaveglia

Colpito da una rara forma di malaria

03 Giu 2006 - 14:35

E' morto al policlinico Le Scotte di Siena il presidente di Hopa Stefano Bellaveglia. Il manager, 48 anni, era ricoverato da venerdì pomeriggio nel reparto di rianimazione dell'ospedale. Secondo quanto trapelato Bellaveglia, che era stato anche vicepresidente del Monte dei Paschi di Siena, sarebbe stato colpito da una rara forma di malaria contratta durante un viaggio in Congo da cui era rientrato il 18 maggio.

Nel gennaio del 2005, Bellaveglia era stato tra i promotori dell'associazione "Il Fuoco del Futuro, Onlus", entrando nel consiglio dell'associazione presieduta da Simona Capece. "I soci fondatori - si legge nello statuto - hanno il comune obiettivo di prestare la propria professionalità e il proprio tempo libero al fine di realizzare una serie di progetti finalizzati ad attività di solidarietà sociale e culturale". Un impegno che a metà maggio lo aveva portato in Congo, da dove era rientrato il 18 maggio. E' qui che avrebbe contratto la malaria, ma avrebbe trascurato le poche linee di febbre che invece potevano essere il primo segnale della malattia che domenica è improvvisamente peggiorata e lo ha portato alla morte.

Stefano Bellaveglia era nato a Passignano Trasimeno, in provincia di Perugia, il 15 giugno 1958. Padre di due figlie, dopo gli studi era rimasto a Siena ed era stato chiamato a ricoprire la carica di segretario generale della Cna provinciale. Iscritto al Pds prima e, poi, ai Ds, era considerato molto vicino al presidente Massimo D'Alema e, nella primavera del 1997, era entrato nel consiglio del Monte dei Paschi di Siena quando presidente era stato nominato Luigi Spaventa, che lasciò l'anno dopo per la Consob. Confermato nei Cda presieduti da Pier Luigi Fabrizi, nel 2003 Bellaveglia viene nominato vicepresidente vicario.

Nel frattempo, dopo aver ricoperto incarichi in alcune società controllate dal Monte, il 30 agosto 2004 entra nel Cda di Hopa con la carica di vicepresidente vicario. Pochi mesi dopo l'istituto senese porta la partecipazione nella finanziaria di Emilio Gnutti dall'8% a quasi il 10%.

Coinvolto, lo scorso anno, in una delle intercettazioni telefoniche nell'inchiesta sui cosiddetti "furbetti del quartierino", Bellaveglia aveva subito smentito ogni contatto con Stefano Ricucci e il suo nome era uscito dalla vicenda. Con le dimissioni di Gnutti dalla presidenza della finanziaria, il rappresentante del Monte era stato chiamato a guidare Hopa come facente funzioni. Il 26 aprile era stato nominato presidente. Pochi giorni prima era arrivata la conferma che per lui non ci sarebbe stato un altro mandato nel Cda del Monte presieduto da Giuseppe Mussari.

In questi ultimi giorni tutto il suo impegno era profuso a chiudere le trattative con Pirelli e Edizioni Holding nel divorzio della finanziaria da Olimpia, pronto a fare anche la voce grossa, come quando il 31 maggio scorso non escludeva "la possibilità di dover arrivare ad un arbitrato".

Stefano Bellaveglia a febbraio era inoltre entrato nel Cda di Sport&Spettacolo Holding, la finanziaria nata con l'obiettivo di rappresentare calciatori e personaggi dello showbiz. Tra i soci, nomi di giocatori importanti come Luca Toni, Simone Perrotta e Eugenio Corini, e gli ex interisti Giuseppe Bergomi e Giuseppe Baresi.

Marniga non commenta
"Non voglio dire niente in questo momento, scusatemi". Con queste parole l' ex amministratore delegato di Hopa e attuale consigliere della holding bresciana Romano Marniga ha declinato l' invito a un ricordo professionale ed umano di Stefano Bellaveglia. Marniga e Bellaveglia erano stati gli ultimi a lasciare la sede di Hopa al termine del cda di mercoledì scorso 31 maggio, in cui si è deciso sulla separazione tra Hopa e Olimpia in Holinvest. Prima di salire sull' auto di Marniga e lasciare la sede della società in corso Zanardelli, Bellaveglia aveva concesso ai cronisti alcune battute pur essendo visibilmente tremante e scosso da brividi cui nessuno era sembrato dare peso anche per la giornata fredda e ventosa.