Popolare Etruria, preda di big
La banca è "ghiotto boccone"
di Big Trader
La Banca Popolare dell'Etruria e del Lazio rimane una invitante preda per grandi gruppi creditizi nazionali desiderosi di espandersi ulteriormente nell'Italia centrale. Inutile negarlo. E anche il mercato borsistico lo sa bene e, proprio per questo, continua a tenere sotto stretta osservazione il titolo di questa banca.
Daltronde, pare proprio un destino segnato: scorrendo lo Stivale, si incontrano ancora banche di media dimensione, ben radicate nel loro territorio, che la concentrazione bancaria guarda come un leone studia una gazzella. E il caso, per esempio, del "gioiellino" Credem.
Parliamoci chiaro: spesso questi medi istituti sono gestiti meglio, molto meglio, dei grandi gruppi (dove burocrazia e scelte sbagliate di mercato imperano), ma dimensioni e esigenze "politiche" finiscono per dettare legge.
Così, insegne più o meno storiche, devono subire il pressing di un nostrano sistema bancario che punta a far lievitare i propri big per cercare di metterli in grado di competere seriamente con i potenti concorrenti europei. E appunto il caso anche della Popolare dellEtruria.
