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Regioni: raddoppiano i debiti

I costi sanitari "esplosi" dal '99

16 Lug 2004 - 16:06

Allarme conti per i bilanci regionali. In 5 anni i debiti delle venti circoscrizioni territoriali sono raddoppiati, mettendo i vertici delle amministrazioni in una grave crisi di liquidità. A lanciare l'Sos è stata la Corte dei Conti nella relazione sulla finanza regionale 2002-2003 portata al Parlamento. Le cause di questa "sofferenza" finanziaria? Innanzitutto l'aumento dei costi nel settore sanitario, tutto a carico delle autorità regionali.

Ma all'origine della situazione ci sono anche il blocco della fiscalità regionale e l'aumento delle competenze amministrative senza adeguato finanziamento. Il debito delle Regioni a statuto ordinario nel 2003 è dunque più che raddoppiato rispetto al 1999, arrivando a quasi 29 miliardi (28.958 milioni di euro), di cui 15.993 a carico dei bilanci regionali e 12.965 del bilancio dello Stato, con un incremento rispetto all'anno precedente del 15,3% per la parte regionale e dell'1,5% per quella statale.

COMUNI E REGIONI, GESTIONE VIRTUOSA DEI SOLDI

Nel 2002 e nel 2003 Comuni e Province hanno gestito con oculatezza i loro bilanci rispettando gli obiettivi del Patto di stabilità interno. Ma le Province risultano avvantaggiate da uno sviluppo positivo dei tributi devoluti, mentre per i Comuni, senza considerare la quota di compartecipazione all'Irpef, si nota una certa rigidità nei tributi locali tradizionali.

DPEF AI NASTRI DI PARTENZA

E, mentre la Corte dei Conti fa il punto sugli ultimi dati dei bilanci pubblici, il governo italiano, nel preparare le linee generali del Dpef, "lavora in prima battuta per stare sotto il 3% (nel rapporto deficit-Pil), perchè questo è un dogma". A dichiararlo è stato il sottosegretario all'Economia, Gianluigi Magri, al termine dell'incontro fra i ministri europei del Bilancio a Bruxelles. Magri ha anche detto che entro la prossima settimana saranno rese note le linee generali del nuovo Documento di programmazione economica e finanziaria e sarà nominato anche il nuovo ministro dell'Economia.

"Partiamo sempre dal fatto che le regole vanno rispettate, pertanto e' auspicabile mantenere il deficit sotto il 3%", ha detto Magri facendo riferimento al Dpef 2005. "Ma come sapete esiste un (deficit) tendenziale, esistono manovre correttive per portare il tendenziale ai livelli richiesti ed esistono situazioni in cui si puo' contemporaneamente oltrepassare i limiti a fronte di altri impegni, come ad esempio l'abbassamento del debito", ha aggiunto Magri. "Io non vi parlo di nessuna di queste opzioni. Vi dico però che il Dpef si svolgerà all'interno di quelle che sono le regole accettate a livello internazionale".

"Entro la prossima settimana" ha aggiunto Magri "ci saranno il nuovo ministro e le linee generali del Dpef, ma la data di presentazione non la sa nessuno. Entro una settimana ci sarà la definizione delle linee generali, anche perchè molto lavoro è già stato fatto da Tremonti".