Ferrarelle nel mirino della Pepsi
L'acqua messa in vendita da Danone
Ancora voglia di bollicine in casa Pespi. Ma questa volta a dissetare il colosso Usa non sarà la mitica bevanda scura concorrente della Coca Cola, ma l'acqua. Proprio così. La Pespi sta pensando di rilevare la frizzante Ferrarelle e la Boario dalla francese Danone, che al momento è la regina dell'industria mondiale dell'H2O. I vicini d'oltralpe, infatti, sono proprietari di marchi come la Evian (l'acqua più bevuta al mondo), Vitasnella, Volvic, Dannon, Sparkletts, Pure American, nonchè Ferrarelle e Boario che ora stanno per mettere in vendita.
Secondo quanto risulta al settimanale "Il Mondo", Frank Riboud, patron della multinazionale Danone, dopo sei mesi di valutazione, avrebbe deciso di uscire dal business della acque minerali in Italia. Un'attività raccolta sotto il cappello della Italaquae di Roma che fattura 160 milioni di euro con marchi come Ferrarelle e Santagata (che hanno rispettivamente il 33,7% a il 6% del mercato delle acque leggermente frizzanti) e la Boario. Tutti brand rilevati dalla famiglia Agnelli tra la fine degli anni '80 e primi degli anni '90.
Il gruppo parigino ha conferito il mandato di advisor alla Jp Morgan Chase, che dovrà valutare l'opportunità o meno di vendere l'intera quota o parte di essa.
E poichè il mercato della acque minerali in Italia fa gola a molti, sulla porta dell'advisor si sono già affacciati diversi pretendenti: da investitori istituzionali a gruppi industriali internazionali. E tra questi c'è anche la Pespi.
Esclusa dai giochi, invece la Nestlè che controlla già il 24% del mercato italiani dell'H20 con i machi Perrier, Acqua Panna, San Pellegrino, Levissima, Vittel, Poland Spring, Calistoga, Ice Mountain. La casa svizzera, in caso di offerta, riceverebbe subito lo stop dall'Autorità Antitrust.
I colossi del beverage si preparano quindi a contendersi questa fetta di mercato (che vale oro) senza esclusioni di colpi. Infatti, se in molti paese il business dell'acqua imbottigliata cresce a ritmi del 30%, l'Italia rimane sempre in vetta alle classiche in quanto a consumi: oltre 107 litri procapite all'anno. Un mercato che nel nostro Paese vale oltre 11 miliardi di litri e un giro d'affari alla produzione di 1,9 miliardi di euro circa.
La leadership, come detto, è in mano alla Nestlè che con la Sanpellegrino (come gruppo) rappresenta il 28,4% a valore (il 24,1% in volume), seguita da San Benedetto con l'11,4%; da Italaquae con il 12,2%; Cogedi (Rocchetta e Uliveto) il 14,7%.
A livello mondiale, invece, Danone controlla l'11,6% del mercato, Nestlè l'11,4, Coca-Cola il 3,8% e Pepsi solo il 2%.
E, visto il ricco bottino e gli affari d'ro, la Pespi vuole incrementare la sua quota. La partita per il controllo di questo settore potrebbe includere manovre in grande stile.
Se l'operazione andrà in porto, Danone chiuderà la seconda dismissione di peso in Italia, dopo la vendita di Galbani alla Bc partners, due anni fa. Ai candidati, oltre a Ferrarelle e Boario, i francesi offrono anche la distribuzione di marchi come Evian e Vitasnella, non in vendita.
