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Maxi-multa a Philip Morris e Eti

Antitrust: cartello su prezzo sigarette

05 Mag 2004 - 23:16
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L'Antitrust torna in campo, e questa volta condanna le sigarette. L'autorità guidata da Tesauro ha comminato una multa da 50 milioni  di euro alla Philip Morris e di 20 milioni di euro all'Eti per "intesa restrittiva della concorrenza nel mercato dei tabacchi". In pratica, la multinazionale americana e l'Ente italiano tabacchi sono stati accusati di aver costituito un cartello che ha prodotto un aumento ingiustificato dei prezzi sul mercato.

Naturalmente, il tutto a danno dei consumatori, che hanno subito continui ed ingiustificati aumenti delle sigarette. L'ultimo, previsto nella finanziaria del 2003, è scattato da lunedì scorso ed ha portato all'aumento di 20 euro di tutte le sigarette appartenenti al marchio Philip Morris. La multa dell'Autorità che vigila sulla concorrenza del mercato è dovuta alla "scorrettezza", secondo le leggi che regolano il mercato, che i due colossi del tabacco avrebbero tenuto durante gli ultimi otto anni.

L'Autorità, sile legge nel comunicato, "nella riunione dello scorso 13 marzo scorso, ha accertato un'intesa restrittiva della concorrenza realizzata tra il 1993 e il 2001 dai due operatori ed ha deliberato di irrogare sanzioni a cinque società del gruppo Philip Morris che hanno partecipato all'intesa (Philip Morris International Management S.A., Philip Morris Products Inc., Philip Morris Products S.A., Philip Morris Holland B.V. e Philip Morris GmbH, e alla società Ente Tabacchi Italiani".

Nel periodo considerato, Philip Morris e l'Eti hanno applicato aumenti di prezzo "contestuali ed omogenei", riuscendo a mantenere la loro quota congiunta di mercato al di sopra del 90%, anche attraverso azioni volte a limitare iniziative concorrenziali degli altri operatori.

L'istruttoria, avviata il 14 giugno 2001, ha preso in esame i comportamenti di prezzo della generalità delle imprese operanti nel mercato delle sigarette in quegli anni, nonchè i rapporti contrattuali in base ai quali l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato prima, e l'Ente Tabacchi Italiani poi, hanno prodotto e venduto, nello steso periodo, sigarette con marchi di proprietà di Philip Morris (sigarette Marlboro, Diana, Muratti e Mercedes).

Dall'istruttoria è emerso che Philip Morris e l'Amministrazione Autonoma dei Monopoli di Stato/Ente Tabacchi Italiani, i due principali operatori del mercato, a partire da rapporti contrattuali di licenza, hanno dato luogo ad un'ampia "concertazione", cioè hanno fatto convergere le strategie commerciali delle due imprese, e quindi hanno causato l'alterazione delle dinamiche concorrenziali sui prezzi delle sigarette e il mantenimento di un'artificiale stabilità del mercato.