Lunedì 16 settembre il ministro dello Sviluppo economico, Flavio Zanonato, vedrà il presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante. Oggetto dell'incontro la decisione della famiglia Riva di chiudere sette aziende dopo il sequestro di beni (circa 8,1 miliardi di euro) legato all'inchiesta sullo stabilimento di Taranto per disastro ambientale.
Zanonato: "Tra le ipotesi anche il commissariamento" - Vedere se è possibile "gestire Riva Acciai indipendentemente dal sequestro" oppure "se approvare una norma che salvaguardi la volontà dei giudici e non blocchi l'attività". Queste le ipotesi allo studio per il caso Riva secondo il ministro dello Sviluppo, Flavio Zanonato. Nel secondo casi "si potrebbe immaginare" anche un commissariamento. Queste due ipotesi, ha spiegato, verranno approfondite in questi giorni prima del nuovo incontro di lunedì. "L'azienda se produce è in attivo, si tratta di risolvere questo inghippo giuridico-finanziario", ha sottolineato Zanonato.
"Lavoratori stiano tranquilli, azienda ha mercato" - Zanonato ha poi voluto tranquillizzare gli operai: "Ho incontrato i sindacati ma i lavoratori debbono stare tranquilli perché è molto più grave quando un'azienda non ha mercato. In questo caso è solo un 'inghippo' giuridico-finanziario che spero si possa risolvere". Questa, ha aggiunto, è una tipica situazione "in cui è corretto far uso della cassa integrazione".
Riva: "Lo stop impianti è un atto dovuto" - Lo stop degli impianti di Riva Acciaio "non si è trattato di una 'scelta' aziendale, bensì di un atto dovuto, cioè della tempestiva esecuzione del provvedimento del gip che, ordinando il sequestro, ha sottratto alla proprietà la libera disponibilità degli impianti e dei saldi attivi di conto corrente". Lo rende noto la società in un comunicato.
Giovannini: "Pronti ad assicurare un futuro ai lavoratori" - "Faremo tutto quanto in nostro potere, naturalmente nel rispetto delle regole, per assicurare un futuro a questi lavoratori". Il ministro del Lavoro, Enrico Giovannini, è intervenuto così sulla vicenda Riva. Zanonato ha già convocato un tavolo per discutere di cassa integrazione - aggiunge a margine della visita a un centro per l'impiego di Torino -. Noi siamo pronti a fare tutto il necessario per assicurare reddito e futuro a queste persone in grave difficoltà".
Camusso: "Il governo assicuri subito la continuità produttiva" - "Siamo di fronte a delle scelte che mettono in discussione la continuità di una produzione importante, che mettono a rischio i lavoratori, le loro retribuzioni e la loro prospettiva", ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso. "Insistiamo nel chiedere al governo un provvedimento che, molto rapidamente, permetta la continuità produttiva di tutti gli stabilimenti".
