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7.8.2013

Agosto caro per gli italiani, stangata sui prezzi

Treni, acqua gas e rifiuti: tariffe in aumento. La denuncia del Codacons e della Cgia. Rincari dei biglietti ferroviari e incombe sempre la Tarsu

13:48 - "Chi decide di spostarsi ad agosto in treno diretto nelle regioni del sud Italia, dovrà mettere in conto una stangata sulla spesa relativa ai biglietti ferroviari". Lo denuncia il Codacons, che ha confrontato le tariffe ferroviarie di Trenitalia e di Ntv entrate in vigore con quelle applicate per gli stessi collegamenti nel mese di settembre, verificando che "una singola tratta arriva a costare più del triplo". Presentato un esposto all'Antitrust.
Secondo il Codacons, per quanto riguarda Trenitalia, se si parte il 12 agosto da Roma diretti a Lamezia Terme, si spendera' per un Intercity tra i 48,50 e i 66 euro, mentre per un Frecciabianca mediamente tra 63 e 91 euro. Se però si sposta la data di partenza di un mese, al 12 settembre, la spesa cala sensibilmente: 19 euro per un intercity e 19 o 29 euro per un Frecciabianca. Per la tratta Roma-Salerno: su un Intercity si spende tra i 19 e i 28 euro ad agosto, 39 euro su un Frecciarossa; a settembre bastano 9 euro per un Intercity e 19 euro per un Frecciarossa.

Simile la situazione sui treni Ntv, rileva l'associazione dei consumatori: per il collegamento Roma-Salerno le tariffe partono da 32 euro ad agosto, per scendere a 18 euro a settembre. "In considerazione delle partenze degli italiani verso le località del sud Italia, Trenitalia e Ntv avrebbero dovuto aumentare i posti a sedere a tariffa ridotta - osserva il presidente del Codacons Carlo Rienzi - Chi decide di spostarsi oggi in treno è soggetto a costi elevatissimi e a spendere in alcuni casi più del triplo rispetto ad altri periodi dell'anno. Per tale motivo abbiamo investito della questione l'Antitrust, affinché verifichi se vi siano danni per gli utenti".

Studio Cgia: in dieci anni conti salati per le famiglie - Un nuovo allarme del rincaro delle tariffe viene anche dalla Cgia. Dall'avvento dell’euro ad oggi, le tariffe hanno subito aumenti record. Gli effetti sui bilanci delle famiglie italiane sono stati pesantissimi: tra il 2002 ed il 2012 il rincaro medio delle principali tariffe per ciascun nucleo familiare è stato di oltre 580 euro.

Se queste ultime hanno segnato un incremento del +41,9%, la spesa complessiva delle famiglie italiane è cresciuta "solo" del 10,1%. Più in generale, invece, tra il 2002 e il primo semestre 2013 gli incrementi per singola voce sono stati: + 82% per l’acqua; +63,6% per il gas; +61,9% per i rifiuti; +52,8% per i pedaggi autostradali; +51,9% per i trasporti urbani; +49,9% per i trasporti ferroviari; +46% per l’energia elettrica; +33,5% per i servizi postali. Solo i servizi telefonici hanno registrato una contrazione del 10,7%, mentre l’inflazione è cresciuta del 25,9%.

Rincari gas e trasporti urbani - "I rincari del gas – dichiara Giuseppe Bortolussi della Cgia – hanno sicuramente risentito del costo della materia prima, mentre l’energia elettrica dell’andamento delle quotazioni petrolifere e dell’aumento degli oneri generali di sistema, in particolare per la copertura degli schemi di incentivazione delle fonti rinnovabili. I trasporti urbani, invece, hanno subito gli aumenti del costo del carburante e quello del lavoro. Non va dimenticato che molti rincari sono stati condizionati anche, e qualche volta soprattutto, dall'aggravio fiscale. Tuttavia, nonostante i processi di liberalizzazione avvenuti in questi ultimi decenni abbiano interessato gran parte di questi settori, i risultati ottenuti sono stati poco soddisfacenti. In linea di massima oggi siamo chiamati a pagare di più, ma la qualità dei servizi non ha subito miglioramenti sensibili. A livello locale, invece, il ritocco all'insù delle tariffe spesso è servito a far cassa, compensando, solo in parte, il taglio dei trasferimenti imposti in questi ultimi anni dallo Stato centrale".

Incubo Tares - Salvo cambiamenti che il governo potrebbe introdurre entro il prossimo 31 agosto, per l'anno in corso, ricorda la Cgia, c'è un'altra grossa preoccupazione: la Tares costerà molto di più della vecchia Tia/Tarsu. Rispetto a quello del 2012, il gettito complessivo della nuova tassa sull'asporto rifiuti sarà superiore di quasi 2 miliardi di euro. In linea generale ogni famiglia italiana pagherà mediamente quasi 40 euro all'anno in più.
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