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6.3.2013

Consumi in calo, si torna ai livelli del 2004

A gennaio -2,4%. Allarme Confcommercio: "Non si può escludere un ulteriore peggioramento"

foto Ansa
10:34 - A gennaio i consumi sono scesi del 2,4% rispetto allo stesso periodo del 2012 e dello 0,9% su dicembre. In termini di media mobile a tre mesi i consumi tornano ai livelli di fine 2004. Lo rivelano i dati di Confcommercio, che sottolinea come i consumi potrebbero ancora diminuire: "Le prime informazioni sull'inizio del 2013 mostrano con una certa chiarezza - afferma l'associazione di categoria - che non si può escludere un ulteriore peggioramento".
La dinamica tendenziale dell'Indicatore dei Consumi Confcommercio di gennaio riflette una diminuzione del 3,7% della domanda relativa ai servizi e del 2,0% della spesa per i beni. Relativamente alle singole funzioni di consumo, il primo mese dell'anno conferma la permanenza di forti elementi di criticità in quasi tutti gli aggregati. Il dato più negativo è ancora quello relativo ai beni e servizi per la mobilità la cui domanda registra, anche a gennaio 2013, una flessione a due cifre (-10,1%).

Riduzioni dei consumi particolarmente significative hanno interessato anche gli alimentari, le bevande ed i tabacchi (-3,9%), l'abbigliamento e le calzature (-3,9%), tutti segmenti che scontano dal 2010 un notevole ridimensionamento della domanda. In linea con quanto già accaduto nel 2012, solo il complesso dei beni e servizi per le comunicazioni ha mostrato una variazione positiva delle quantità acquistate dalle famiglie (+5,7% rispetto l'analogo mese del 2012).

Nel mese di gennaio, sia i servizi sia i beni hanno mostrato riduzioni di un certo rilievo, pari rispettivamente a -0,7% e -1,0%. La tendenza al ridimensionamento della domanda ha interessato, nel primo mese del 2013, tutte le funzioni di spesa (le maggiori contrazioni, pari allo 0,8%, si sono avute per alimentari bevande e tabacchi e per alberghi pasti e consumazioni fuori casa), "a segnalare come il permanere della crisi, che ha già modificato le abitudini di acquisto delle famiglie anche in termini di rapporto qualità/prezzo, stia comportando una riduzione generalizzata della domanda".
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