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Economia
17.7.2012

Istat: "I poveri in Italia sono 8,1 milioni"
Il 75% degli indigenti risiede nel Mezzogiorno

I dati si riferiscono al 2011. Aumentano i nuclei che sopravvivono grazie ai pensionati. Peggiora la situazione per le famiglie operaie e per quelle con bassi profili professionali

10:21 - L'Istat ha reso noto il suo report sulla povertà in Italia nel 2011. Dai dati emerge che l'11,1% delle famiglie del nostro Paese versa in condizioni di relativa povertà, per un totale di circa 8,1 milioni di persone. Per il 5,2% delle famiglie invece la povertà è in termini assoluti: circa 3,4 milioni di persone. La soglia di povertà relativa per una famiglia di due componenti, spiega l'Istat, è pari a 1.011,03 euro al mese.
La sostanziale stabilità della povertà relativa rispetto all'anno precedente deriva dal peggioramento del fenomeno per le famiglie in cui non vi sono redditi da lavoro o vi sono operai, compensato dalla diminuzione della povertà tra le famiglie di dirigenti/impiegati.

Operai più poveri
E proprio tra le famiglie operaie la situazione peggiora, con il 15,4% del totale in condizioni di povertà relativa contro il 15,1% del 2010 e con il 7,5% (il 6,4% nel 2010) in condizioni invece di povertà assoluta. Va meglio per dipendenti e dirigenti. Nel 2010 era relativamente povero il 5,3% di loro, nel 2011 il 4,4%. Assolutamente poveri sono l'1,3% nel 2011 contro l'1,4% del 2010.

Aumenta poi l'incidenza della povertà relativa per le famiglie dove non ci sono né occupati né ritirati dal lavoro: dal 40,2 si passa al 50,7%. Stesso trend per le famiglie con tutti i componenti ritirati dal lavoro, essenzialmente anziani soli e in coppia: il valore passa dall'8,3% al 9,6%. Tra queste ultime aumenta anche l'incidenza di povertà assoluta cresce, passando dal 4,5% al 5,5%.

L'Istat sottolinea poi che la povertà assoluta cresce tra le famiglie con persona di riferimento ritirata dal lavoro (dal 4,7% al 5,4%), soprattutto se non ci sono redditi da lavoro e almeno un componente è alla ricerca di occupazione (dall'8,5% al 16,5%). In generale l'incidenza di povertà assoluta cresce anche tra le famiglie con a capo una persona con profili professionali e/o titoli di studio bassi: famiglie di operai, con licenza elementare (dall'8,3% al 9,4%) o di scuola media inferiore (dal 5,1% al 6,2%). 

Il 75% dei poveri risiede nel Mezzogiorno
Segnali di peggioramento si osservano, tuttavia, tra le famiglie senza occupati né ritirati dal lavoro, famiglie cioè senza alcun reddito proveniente da attività lavorative presenti o pregresse, per le quali l'incidenza della povertà, pari al 40,2% nel 2010, sale al 50,7% nel 2011. I tre quarti di queste famiglie risiedono nel Mezzogiorno, dove la relativa incidenza passa dal 44,7% al 60,7%.

Aumentano le famiglie sostenute dai pensionati
Un aumento della povertà si osserva anche per le famiglie con tutti i componenti ritirati dal lavoro (dall'8,3% al 9,6%), che, in oltre il 90% per cento dei casi, sono anziani soli e coppie di anziani; un leggero miglioramento, tra le famiglie in cui vi sono esclusivamente redditi da pensione, si osserva solo laddove la pensione percepita riesce ancora a sostenere il peso economico dei componenti che non lavorano, tanto da non indurli a cercare lavoro (dal 17,1% al 13,5%).

L'arrivo di un figlio peggiora la situazione
Una dinamica negativa si osserva anche tra le famiglie con un figlio minore, in particolare coppie con un figlio (a seguito della diminuzione di quelle in cui entrambi i coniugi sono occupati e dell'aumento di quelle con uno solo e con nessun occupato), dove l'incidenza di povertà relativa dall'11,6% sale al 13,5%; la dinamica è particolarmente evidente nel Centro, dove l'incidenza tra le coppie con un figlio passa dal 4,6% al 7,3%.
OkNotizie

I VOSTRI COMMENTI

vultur52 - 19/07/12

La responsabilità del disastro Italia, ricade esclusivamente sulle teste dei nostri "beneamati politici", indistintamente. Ma il guaio peggiore è che non si riesce a liberarsi di questi parassiti, che una volta occupate le poltrone dei Palazzi che contano, non se ne andranno più. Lo Stato per loro, sborsa ogni mese tra pensioni, stipendi e liquidazioni d'oro, centinaia di milioni di euro. Siamo un popolo che sa solo dividersi tra dx. sx. e centro. La colpa è anche nostra!

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serravalle - 19/07/12

Fate il raffronto sugli ultimi anni dell'URSS e cosa sta accedendo in Italia da venti anni a questa parte.
Viviamo nella Repubblica Socialista Sovietica Italiana.

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syberian - 18/07/12

A Monti e compagni,come a tutti quelli che siedono in Parlamento, non importa proprio nulla dei milioni di poveri in Italia. Finchè si possono spremere,li spremeranno fino all'ultimo euro. Quando non avranno più nulla,e saranno solo un peso,troveranno il modo di eliminarli,o di far sì che si autoeliminino,come i recenti suicidi già indicano....ricordatevelo quando verranno a chiedere il vostro voto con facce sorridenti e tante belle parole.

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siciliano - 18/07/12

per niki73: si è vero nel meridione ci sono molte case abusive questo dipende sempre dalla cattiva politica che non stabilisce dei piani regolatori chiari e sguazza nella confusione per scopi lucrosi, ma la gente l'ici e adesso l'imu la paga ugualmente, le utenze vengono allacciate regolarmente, altro che paesi interi!!!! Ovunque ci sono irregolarità da nord a sud, qui si sta parlando di povertà del popolo e delle categorie di persone che prima vivevano bene!! Sei un pò fuori tema!!

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crixus - 17/07/12

GOVERNO DI TECNICI "DEL FALLIMENTO" NON E' PIU' POSSIBILE CONTINUARE CON QUESTI ELEMENTI CHE NON SONO STATI SCELTI DAGLI ITALIANI E CHE PROSEGUONO CON QUESTA "DITTATURA" CHE CI MANDERA' ALLO SFACELO PER I PROSSIMI ANNI. GRAZIE NAPOLITANO PER AVER SCELTO MONTI, VERAMENTE UN'OTTIMA SCELTA E SI VEDE!!!

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KaCH511 - 17/07/12

Che ne sanno i nostri cosidetti governanti della povertà! Loro continuano a girare nei loro macchinoni, a programmare i loro viaggi, a fare le loro folli spese. Ci vorrebbe una rivoluzione di massa, prenderli per la cravatta e ficcargli la testa nella nostra realtà. Non reggerebbero nemmeno un minuto perché sono dei deboli. Mentre noi, seppur in condizioni disperate, siamo degli eroi di vita quotidiana.

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