Marchionne: "Fiom non può condizionare Fiat"Intanto Termini Imerese è salva: Di Risio firma
L'a.d. Fiat si scaglia contro il sindacato: "E' la tirannia della minoranza, ora smettetela". Siglato l'accordo per l'impianto siciliano. Pessimi i dati vendite del Lingotto a novembre: -10%. Ma negli Usa Chrysler fa il botto: +45% in un anno
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"La Fiat è una multinazionale, continueremo ad andare avanti. Abbiamo attività fuori dall'Italia e venderemo altrove. Chi pensa di condizionare la Fiat si sbaglia". Così l'a.d. di Fiat, Sergio Marchionne a Radio 24, risponde a chi gli chiede se Fiat puo' lasciare l'Italia. A scatenare "l'ira" del manager sono stati i veti della Fiom: "La Fiat non può essere la vittima di questa minoranza".
"Abbiamo avuto la maggior parte dei lavoratori che ha appoggiato un'alternativa. Il treno è passato ed è inutile cercare di insistere che bisogna rinegoziare. Quella decisione è stata presa e non possiamo continuare a votare finché non vince la Fiom. E' la tirannia della minoranza verso la maggioranza. La Fiat non può essere la vittima di questa minoranza". Lo ha detto Sergio Marchionne, Ceo di Fiat e Chrysler a margine di una conferenza organizzata a Washington dal Council for the United States and Italy.
"Il fatto è - continua Marchionne - che uno operaio su dieci vuole condizionare l'andamento dell'azienda. La Fiat non può essere la vittima di questa minoranza. Non si può investire così, parliamo di miliardi di euro di investimenti, non di aprire un supermercato". "Possiamo lasciare l'Italia. Siamo una multinazionale e abbiamo attività in tutto il mondo. Potremmo andare avanti anche senza l'Italia. Chi pensa di poter condizionare la Fiat, si sbaglia alla grande".
Camusso: "Marchionne bomba a orologeria, governo lo convochi"
"Diventa essenziale che il governo convochi l'amministratore delegato della Fiat e gli chieda quali sono le sue opinioni e le prospettive che ci sono". Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso, a margine della presentazione di un libro. "Sono due anni che alternativamente si annuncia un piano di investimenti, si dice che è possibile andarsene dal Paese, si dettano condizioni e penso che sia utile che si chieda finalmente a Marchionne di scoprire le sue carte", ha aggiunto. "Marchionne è come una bomba a orologeria, ogni volta che si fa un passo avanti, riporta tutto indietro", ha concluso la Camusso.
Marchionne: "Lasciare l'Italia? Mai detto"
L'amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne, "non ha ma parlato di lasciare l'Italia". Lo precisa il Lingotto in una nota. Leggi il testo integrale dell'intervista
Termini Imerese, firmato accordo: arriva DR Motor
Sindacati e Dr Motor hanno sottoscritto l'accordo definitivo per la riconversione industriale dello stabilimento Fiat di Termini Imerese. Lo ha annunciato l'amministratore delegato di Invitalia, Domenico Arcuri. "Dopo l'accordo tra Fiat e sindacati - ha detto - l'intesa è stata sottoscritta anche con Dr Motor. Quindi il processo di insediamento della Dr nel sito industriale di Termini da oggi può dirsi concretamente operativo". La sigla dell'accordo "è frutto della fattiva sinergia tra tutte le parti coinvolte nella trattativa, che hanno garantito in questi mesi un confronto costruttivo in un clima di piena collaborazione". Lo dichiara Massimo Di Risio, Presidente e Fondatore di DR Automobiles Groupe secondo cui "parte da oggi una nuova fase per DR Automobiles Groupe, che si avvia verso un processo di rinnovamento volto a creare un nuovo assetto che, come previsto dal piano, ci permetterà di rispettare i tempi programmati e raccogliere le sfide future del mercato".
Mercato auto di novembre, Fiat cala del 9,95%
Il gruppo Fiat-Chrysler ha registrato una flessione delle vendite del 9,95% a novembre con 37.790 vetture vendute su un mercato dell'auto in caduta del 9,25%. E' quanto emerge dai dati resi noti dal ministero dei Trasporti. La quota di mercato del Lingotto è del 28,5%. Nel dettaglio, le vendite di Fiat, nell'ultimo mese, sono scese del 14,39% a 26.853 unità e quelle di Alfa Romeo del 17,93% a 3.561 macchine. Bene, invece, il marchio Lancia salito del 15,04% a 6.762 unità e quello Chrysler con +60,73% a 614 mezzi.
Ma negli Usa Chrysler fa il botto: +45%
Il ceo Marchionne può però sorridere guardando i dati delle vendite americane: in novembre Chrysler ha registrato negli Stati Uniti un rialzo delle immatricolazioni pari al 45%. Come si legge nella nota diffusa dalla società, le immatricolazioni del mese scorso sono state 107.172, contro le 74.152 dello stesso periodo del 2010. Si tratta del miglior aumento su base annuale del 2011 e del miglior novembre dal 2007.
Nella pagina successiva la trascrizione integrale dell'intervista a Marchionne
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Ecco il testo dell'intervista di America24 all'a.d. della Fiat, Sergio Marchionne su Radio24:
-Lei ha detto che se questa tirannia continua, la Fiat ha altre opzioni e se ne può andare.
Marchionne: La Fiat non può essere la vittima di questa minoranza. Io non posso investire così, parliamo di miliardi di euro d'investimenti mica sto parlando di aprire un supermarket.
-E quindi le alternative sono?
Marchionne: L'alternativa è una multinazionale. Gestiamo attività in tutte le parti del mondo e continueremo ad andare avanti. Abbiamo attività economiche e industriali che stanno al di fuori dell'Italia. Noi dobbiamo andare avanti.
-Anche senza l'Italia?
Marchionne: Che posso fare? Se non ci sta più l'Italia cosa vuoi che faccia? Vendiamo macchine in Brasile, le vendiamo in Canada, in Messico, in Cina, da tutte le parti, non importa. Una soluzione la troviamo. La cosa importante di quello che ho detto è che la sopravvivenza della Fiat non può essere messa in discussione. Ci abbiamo messo 8 anni per rimetterla in piedi, le abbiamo creato alternative attraverso questa alleanza con la Chrysler, non possiamo metterla in dubbio. E' completamente fuori discorso. Chiunque pensa di poter condizionare la Fiat e costringerla a fare delle cose si sbaglia alla grande.
-Ha detto che la Camusso ha chiesto dei piani d'investimento anche al governo.
Marchionne: Cosa c'entra il governo scusi? Questo povero uomo che sta lì già deve gestire i suoi problemi. Qual è la pretesa per venire dalla Fiat e dire: dammi il piano per il 2014? Come lo fa scusi?
-Ha detto che c'è un problema storico in Italia.
Marchionne: Fa parte del concetto del welfare state italiano, dove lo Stato in effetti è andato a supplire ogni volta che c'è stato un problema. Poi guardi, l'abbiamo visto con le discussioni di Termini Imerese, chi ha pagato? è stata la Fiat. La Fiat ha pagato no?
-Lei ha parlato di Monti e gli ha fatto gli auguri per il futuro e dice: che i politici lo lascino lavorare. Che prospettive ha?
Marchionne: Lui deve portare avanti una serie di manovre per cercare di ottenere la tranquillità a livello europeo dei finanziamenti del paese. E questo lo deve portare avanti, se non ce la fa il progetto è fallito. E in questo deve essere assistito e appoggiato dallo politca fino a quando non lo porta avanti. Non è che abbiamo molta scelta. Lasciamolo lavorare.
-Qual è il rischio peggiore in Parlamento?
Marchionne: Che non abbia la maggioranza per far passare la manovra. Bisogna farlo lavorare, io ho una fiducia nelle sue capacità di gestore.
-Lei conosce Monti, pensa che ce la farà?
Marchionne: Lo conosco e lo rispetto, che è estremamente importante no? E' una persona capace, retta ed è preparato per fare quel lavoro là.
-Qual è il maggior problema che Monti ha davanti?
Marchionne: Fare le scelte su quali misure deve portare avanti con quale rapidità, quella è una scelta che naturalmente ha un impatto su tutti e c'è un aspetto politico su questa scelta. Io non voglio interferire, sono scelte sue come gestore del paese. Lui adesso è il presidente del consiglio, facciamolo lavorare.
