PARLA MASTRAPASQUA

Mastrapasqua: "In pensione troppo presto" Fornero: "Ok al dialogo, ma con una scadenza"

Il ministro del Lavoro: "Spero di portare le misure in Consiglio dei ministri entro il 5 dicembre". I sindacati non ci stanno: "Misura ingiusta". E si preannuncia battaglia

01 Dic 2011 - 21:26
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 ©  Afp

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La crescita dell'età di uscita dei pensionati per anzianità è ancora "troppo lenta" lo afferma il presidente dell'Inps Antonio Mastrapasqua commentando i dati dell'istituto di previdenza. Mastrapasqua ha sottolineato come siamo ancora lontani dalla media di pensionamento europea. I due terzi dei pensionati per anzianità nel 2010 sono usciti già con 40 anni di contributi ma l'età media delle persone che hanno lasciato il lavoro è di soli 58,7 anni.

L'età media dei pensionati Inps per anzianità nei primi 10 mesi del 2011 è di 58,7 anni in lievissimo aumento sui 58,6 anni del 2010. L'età media di uscita nel complesso (vecchiaia e anzianità) è stata di 60,2 anni, in calo rispetto ai 60,4 anni del 2010. I due terzi dei pensionati per anzianità sono usciti con 40 anni di contributi. Coloro che sono usciti con la pensione di anzianità indipendentemente dall'età anagrafica sono stati 116.013 sui 174.426 pensionati per anzianità dell'anno.

Al Nord si concentra il maggior numero di pensioni di anzianità con 40 anni (74.031). Al Centro sono 20.610 e al Sud 21.372.

"Il governo aperto al dialogo con le parti sociali, ma entro certi tempi"
"Da parte mia c'è diponibilità a incontrare le parti sociali prima del 5, dipenderà dal premier e dai vincoli di tempo": lo ha detto il ministro del Lavoro Elsa Fornero.

Fornero: "Misure del governo entro pochi giorni"

Le misure del governo sulle pensioni saranno prese verosimilmente entro pochi giorni. "Spero di portarle entro il 5 dicembre in Cdm". Lo ha indicato la ministra del Welfare Elsa Fornero intervenendo nel dibattito alla riunione dei ministri europei. Fornero ha aggiunto che le misure del governo saranno all'insegna della "flexi security" e del patto fra generazioni.

Bonanni: il governo non vuole dialogare
"Spero ci sia un confronto ma mi pare davvero inesistente la volontà di incontrarci". E' questo il commento del leader della Cisl Raffaele Bonanni sull'atteggiamento del governo dopo aver visto il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera. Bonanni ha spiegato di aver detto al ministro che sarebbe necessario un incontro con il governo sul merito della riforma delle pensioni. "Non è mai esistita - ha detto - una cosa del genere. Non è utile a nessuno, nemmeno al governo, procedere senza un lavoro trasparente. Bisogna trovare una soluzione che dia il senso di quanto detto dal presidente Monti al Senato: ci vogliono comportamenti rigorosi, accompagnati da equità, che non si compra in farmacia, ma si costruisce con un confronto".

Prodi: "Attendo lunedì con serena fiducia"
"Attendo con piena fiducia le riforme del governo Monti". Lo ha affermato Romano Prodi parlando delle misure per il rilancio dell'economia e il risanamentodel debito che l'esecutivo si appresta a varare. In particolare, sulla riforma pensioni, il professore ha detto: "Monti farà le cose giuste". "Siamo in un momento estremamente delicato, se non c'è un momento di unità siamo finiti male" ha concluso a margine dell'assemblea nazionale delle Cooperative di produzione e lavoro.

Angeletti: "Quota contributi oltre i 40 anni? Misura ingiusta"
"E' una misura palesemente ingiusta, i sindacati non possono essere d'accordo". Lo ha detto Luigi Angeletti, segretario della Uil, sull'ipotesi di alzare oltre i 40 gli anni di contributi per andare in pensione. "Se si preannuncia il fatto che le persone che continuassero dopo 40 anni versebbero contributi che non hanno alcun effetto sulla loro pensione, cioè praticamente contributi a vuoto e non pochi perché in alcuni casi corrisponderebbero ad un terzo di stipendio - ha detto Angeletti - come si fa a dire che è una soluzione accettabile?". Per il segretario della Uil, inoltre, "il problema principale, che fa guardare i mercati con preoccupazione all'Italia, è la bassa crescita, che a noi preoccupa perché si traduce in perdita di posti di lavoro. Ecco perché la vera novità che il Governo deve introdurre è questa". Angeletti ha inoltre ribadito di essere d'accordo sulla la patrimoniale "se permette di ridurre le tasse sugli stipendi di impiegati e lavoratori".