PARLA IL GOVERNATORE

Visco (Bankitalia) avverte: "La recessione italiana è grave, l'equilibrio dei conti è precario"

Secondo il numero uno di palazzo Koch bisogna far crescere il Paese, aiutare i giovani, la scuola e togliere il nepotismo dal mondo del lavoro

25 Nov 2011 - 11:26
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 © LaPresse

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"La recessione che ha colpito quasi tutti i Paesi è da noi più profonda che altrove". La diagnosi è del governatore della banca d'Italia, Ignazio Visco intervenendo al XXX congresso nazionale dell'Aimmf. "L'acuita tensione sui mercati finanziari negli ultimi mesi ha reso precario l'equilibrio" del debito pubblico italiano. "Per un riequilibrio strutturale e duraturo" dei conti pubblici, dice Visco, "è necessario che il paese torni a crescere".

Salari dei giovani ai livelli di alcuni decenni fa
"I salari di ingresso nel mercato del lavoro sono oggi in termini reali pari a quelli di alcuni decenni fa". E' l'impressionante dato fornito dal governatore Visco, secondo cui "è ancora scarsa la capacità del sistema produttivo italiano di valorizzare adeguatamente le risorse umane". Il numero uno di Palazzo Koch ha sottolineato che "chi si affaccia oggi sul mercato del lavoro sembra escluso dai benefici della crescita del reddito occorsa negli ultimi decenni". La maggiore flessibilità introdotta nell'ultimo decennio, ha aggiunto Visco "ha certamente reso più agevole l'assorbimento della disoccupazione dai livelli molto elevati della metà degli anni Novanta", ma "assieme con la protratta fase di moderazione salariale" può anche "aver indotto le imprese, specialmente quelle meno efficienti, a rinviare la realizzazione di adeguati investimenti in ricerca e sviluppo e l'adozione di tecnologie avanzate".

Investire in istruzione per ridurre la criminalità
Gli investimenti in istruzione sono "variabili chiave della nostra azione di politica economica" ma oltretutto "riducono gli incentivi a delinquere perché ne diminuisce il guadagno relativamente a quello conseguibile legalmente". Questa la ricetta di Visco proposta al convegno nazionale dei magistrati minorili. Vi è poi "un effetto culturale che discende dalle maggiori e migliori opportunità di socializzazione di chi frequenta la scuola".

Crescita per riequilibrare i conti
Gli interventi adottati dal governo Berlusconi nell'estate scorsa hanno migliorato i conti pubblici ma non sono stati sufficienti: "per un riequilibrio strutturale e duraturo è necessario che il Paese torni a crescere". E' stato l'avvertimento di Visco. "Il difetto di crescita italiano è in buona parte riconducibile al ritardo e alle incertezze con cui il sistema produttivo ha risposto negli ultimi venti anni alle sfide dell'innovazione tecnologica, dell'affermarsi sulla scena mondiale di nuove economie, del deciso aumento dell'integrazione europea. L'ingresso nell'Unione europea", rileva Visco, "ha fatto venir meno gli effimeri guadagni derivanti dalla svalutazione nominale del cambio, ci ha imposto un maggior rigore fiscale per rispettare i patti europei". Ora l'Italia è chiamata a recuperare il terreno perduto e "innalzare il potenziale di crescita", dice il governatore, "richiede interventi ad ampio spettro: tra questi una riforma degli istituti dell'economia per stimolare l'attività di impresa e l'inserimento durevole nel mondo del lavoro, soprattutto delle donne e dei giovani".

Eliminare tutti i vincoli e il nepotismo
L'economia italiana va resa "più inclusiva", devono essere eliminate "le barriere che si frappongono inutilmente all'attività produttiva, così come le barriere che legano i destini delle persone alla loro origine familiare". Bisogna agire, insiste Visco, per la "rimozione dei vincoli, delle rendite di posizione, delle restrizioni alla concorrenza e all'attività economica". La partita si gioca qui. "La scarsa concorrenza", fa notare li"inquilino di Palazzo Koch, "contiene i livelli produttivi e occupazionali in molti settori, deprime la competitività e la capacita' innovativa dell'intero sistema, frena il ricambio di un tessuto produttivo ancora troppo frammentato, impedisce ai talenti di esprimersi".