Il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, e il presidente del Consiglio europeo, Herman Van Rompuy, hanno scritto una lettera al G20 sullo stato della crisi in Europa. Nella missiva l'Ue chiede aiuto e si appella allo spirito di "responsabilità comune". "Noi - si legge - abbiamo fatto la nostra parte, ma serve l'aiuto di tutti per assicurare ripresa globale e crescita".
Barroso e Van Rompuy spiegano le misure anti-crisi dell'ultimo summit e assicurano: "Applicheremo le misure in fretta e con rigore, fiduciosi che ciò contribuirà ad una rapida soluzione della crisi". Ma, spiegano poi, "se noi in Europa abbiamo fatto la nostra parte, questa azione da sola non può assicurare ripresa globale e crescita equilibrata".
Quindi l'appello al G20: "C'è una continua necessità di azione comune da parte di tutti i partner del G20, in spirito di comune responsabilità e identico obiettivo". Il lavoro della Ue al G20, concludono i presidenti, sarà indirizzato a ristabilire la fiducia globale, sostenere crescita e occupazione e mantenere la stabilità finanziaria".
Fmi studia piano anti-contagio
Intanto con una nota il Fondo monetario internazionale (Fmi) fa sapere di aver avviato già dal 2010 un processo di revisione degli strumenti di finanziamento "per rafforzare la sua capacità di intervento per attenuare il contagio della crisi, garantendo liquidità ai Paesi con politiche e fondamentali forti". In risposta poi alle indiscrezioni su un piano anti-contagio che il Fondo starebbe stilando assieme alla Ue a difesa di Spagna e Italia, l'Fmi sottolinea che tali strumenti non sono mirati a particolari Stati.
