L'accordo bipartisan per l'approvazione della manovra, sulla quale il governo ha posto la fiducia, gli attestati di stima da parte di Fmi ed Ue, infine la buona richiesta da parte del mercato dei Bot: sono questi i motivi che hanno allentato la pressione dei mercati nei confronti dell'Italia. Piazza Affari ha chiuso in deciso rialzo, con il Ftse Mib in crescita dell'1,79% a 18.842 punti.
L'approvazione definitiva della manovra da parte di Montecitorio è prevista per venerdì mattina. Contro gli attacchi dei mercati sull'Italia, il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, e il governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, fanno fronte comune. Ma il presidente designato della Banca centrale europea avverte: senza tagli ulteriori alla spesa si rischia di aumentare le imposte, mentre occorre rilanciare la crescita.
"La manovra presentata dal governo rappresenta un passo importante", ha detto Draghi. E quest'anno l'Italia avrà un"significativo" surplus prima del pagamento degli interessi sul debito. Tuttavia - è il monito del governatore - i mercati impongono di "definire in tempi rapidissimi il contenuto delle misure ulteriori volte a conseguire il pareggio di bilancio nel 2014". E senza frenare la crescita, quindi tagliando le spese e non alzando le tasse. "Se non si incide su altre voci di spesa - avverte il governatore - il ricorso alla delega fiscale e assistenziale per completare la manovra nel 2013-2014 non potrà evitare un aumento delle imposte".
A due giorni dal balzo-record dello 'spread' italiano e dal crollo della borsa fra venerdì e lunedì, intanto, i mercati tornano respirare. Da Fitch - unica agenzia a non minacciare il rating italiano - arriva un segnale positivo: "Il rating dell'Italia è sostenuto da un'ambiziosa manovra fiscale".
Sulla scelta del governo di porre la fiducia sulla manovra, l'opposizione insorge. I gruppi parlamentari di opposizione, nel confermare la decisione di consentire la votazione finale entro la giornata di venerdì, hanno annunciato che non presenteranno odg ed emendamenti ed esprimeranno nel voto di fiducia e nel voto finale il loro giudizio negativo sulla manovra. Antonio Di Pietro la definisce "l'ultima fiducia che il Paese può sopportare da questo governo". Pier Luigi Bersani rilancia: "Dopo la manovra si vada alle urne".
