GIOVEDI' NERO IN BORSA

Giovedì nero in Borsa: Milano la peggiore Moody's, rischio rating per 16 banche italiane

Milano e Madrid le peggiori, le vendite affossano soprattutto i titoli del credito

23 Giu 2011 - 20:52
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 © Ap/Lapresse

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In linea con il peggioramento di Wall Street e di tutte le Borse europee, Piazza Affari chiude la seduta in rosso. L'indice Ftse Mib cala del 2,73% a 19.468,31 mentre l'All Share -2,66% a 20.177,79 punti. Milano tra i mercati del Vecchio Continente segna le perdite peggiori. Fonsai è il titolo che lascia sul terreno di più: l'8,54%. E' soprattutto il settore bancario ad appesantire il listino: Mps -5,21%, Bpm -5,16%, Ubi -4,92%, Unicredit -4,48%.

Insomma, è stato un giovedì nero per tutta Europa, e a pesare sulle vendite sono stati il taglio delle stime di crescita negli Usa e i pessimi dati sulla crescita economica in Europa e Cina.

Le banche soffrono per l'allarme di Trichet
L'allarme rosso per la stabilità finanziaria lanciato mercoledì a mercati chiusi dal presidente della Bce, Jean-Claude Trichet, che ha ipotizzato un rischio contagio per il sistema creditizio, ha contribuito ad affossare tutto il settore delle banche: Ubi ha ceduto il 5,16% finale, Mps il 5,12%, Unicredit il 4,94%, Bpm il 4,85%, Banco popolare il 4,53%, Intesa SanPaolo il 4,35%. Di poco inferiori le perdite accusate da Mediobanca e Mediolanum, in calo rispettivamente il 3,28% e il 2,41%.

Moody's, a rischio il rating di 16 banche italiane
E arriva anche lo spettro di un possibile taglio del rating per sedici banche italiane: Moody's ha messo sotto osservazione altrettanti istituti di credito, sulla scia dell'analogo provvedimento adottato per l'Italia. E' stato invece già cambiato da stabile a negativo l'outlook sul debito a lungo termine di 13 banche.

Le banche finite sotto revisione
entre le banche il cui rating è stato posto sotto revisione sono: Intesa Sanpaolo, Banca Imi, Banca Cr Firenze, Banca Monte dei Paschi di Siena, Mps Capital Services, Banco Popolare Società Cooperativa, Banca Nazionale del Lavoro, Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, Banca Popolare Friuladria, Banca Carige, Banca Sella Holding, Cassa di Risparmio di Bolzano-Sudtirol, Cassa di Risparmio di Cesena, Banca Padovana Credito Cooperativo, Cassa Centrale Banca, Cassa Centrale Raiffeisen e Istituto Servizi Mercato Agroalimentare. Un analogo provvedimento è stato preso da Moody's nei riguardi di Istituto Servizi Mercato Agroalimentare e Cassa Depositi e Prestiti. Le banche di cui Moody's ha cambiato l'outlook a stabile invece sono: Unione di Banche Italiane, Credito Emiliano, Credito Valtellinese, Bancaperta, Banca delle Marche, Banca Italease, Banca Agrileasing, Banca Popolare Alto Adige, BancApulia, Banca Popolare di Cividale, Banca Tercas, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti e Banca Popolare di Spoleto.

Sotto osservazione anche la Cassa depositi e prestiti
Oltre ai 16 istituti di credito, Moody's ha messo sotto osservazione per un possibile peggioramento del giudizio anche la Cassa depositi e prestiti Spa. Lo comunica lo stesso organismo spiegando che si tratta del rating di lungo termine, attualmente pari ad Aa2. La decisione - spiega la nota - segue lo stesso intervento dell'agenzia sul rating della Repubblica Italiana il 17 giugno 2011.

A Piazza Affari crollano Milano Assicurazione e Fonsai

Pesante scivolone per Fondiaria e Milano Assicurazioni dopo la definizione delle condizioni degli aumenti di capitale: Fonsai ha chiuso con un calo del 9,89% a 4,01 euro, mentre la controllata Milano Assicurazioni, travolta dalle vendite (-28,13% finale a 0,55 euro), non è riuscita a fare prezzo per quasi tutta la seconda parte della giornata. In controtendenza la holding dei Ligresti Premafin, salita dell'1,57%. In brusco calo anche Mediaset, che prevede un primo semestre leggermente negativo per la raccolta pubblicitaria, e che ha ceduto il 6,67% avvicinandosi a quota tre euro (3,104 il prezzo finale).

Tengono Telecom Italia e Ti Media, cresce solo Italcementi
Tra i titoli principali di Piazza Affari non se la sono cavata troppo male Eni ed Enel, che si sono fermati a una perdita di 1,95% e 1,92%, nonostante il crollo del prezzo del petrolio causato dalla decisione dell'Agenzia internazionale per l'energia di immettere sul mercato parte delle riserve strategiche per far fronte alla crisi della produzione libica. Hanno tenuto Telecom Italia (-0,65%) e Telecom Italia Media (-0,99%) nella giornata di presentazione dei palinsesti della controllata La 7 e dei dati in aumento della raccolta pubblicitaria. Nel paniere principale si è mosso al rialzo solo il titolo Italcementi, cresciuto dell'1,07% grazie a un report positivo di Exane.

Male tutta Europa
A pesare sulla caduta generale sono anche i dati sulle richieste di disoccupazione Usa superiori alle attese. Londra finisce a -1,73%, Parigi a -2,27%, Francoforte a -1,92%, Madrid a -2,6%, Amsterdam a -1,9%.