PARLA L'AD DELL'AZIENDA

Fincantieri: "Piano duro per la nostra salvezza"

L'azienda si difende: "Ce lo impone la situazione attuale del mercato"

24 Mag 2011 - 21:25
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 © LaPresse

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"La situazione del mercato è tale che solo un piano duro ma coraggioso può assicurare un futuro alla nostra impresa". Lo ha detto l'amministratore delegato di Fincantieri, Giuseppe Bono in una comunicazione ai vertici aziendali in cui viene illustrato il Piano industriale. Nel documento, che ha scatenato la protesta dei lavoratori, si prevede la chiusura degli stabilimenti di Castellamare di Stabia e di Sestri Ponente.

Il progetto, spiega Bono, "non mira al ridimensionamento dell'azienda, sebbene evidenzi molti esuberi. Mira piuttosto alla salvezza dell'azienda, e con essa al preservare" gli uomini e le donne che vi lavorano. "E' oggi in gioco la sopravvivenza non solo dell'azienda, ma dell'intero comparto navalmeccanico; per rilanciare entrambi si è reso necessario predisporre il Piano industriale", continua Bono, evidenziando che "purtroppo le previsioni del carico di lavoro per i prossimi anni, ormai definito, evidenziano che l'insaturazione dei nostri cantieri, generata dalla crisi, si è evoluta da una situazione inizialmente congiunturale ad una situazione marcatamente strutturale".

"La crisi internazionale ha cambiato radicalmente l'intero comparto della cantieristica a livello mondiale, avendo come effetto finale e immediatamente visibile a tutti noi il drastico ridimensionamento degli ordinativi di nuove navi", prosegue Bono, sottolineando che "l'azienda ha reagito con forza per contrastare gli effetti della crisi, da un lato affrontando con strumenti congiunturali gli scarichi di lavoro, ma dall'altro perseguendo con tenacia nuove opportunità commerciali e avviando a tutto campo processi di efficientamento necessari a rafforzare la capacità di stare sul mercato con livelli di costi e qualità competitivi".

"Voglio lanciare un appello a tutto il nostro personale, ai sindacati e alle istituzioni, affinché in uno spirito di responsabilità collettivo, si consolidi al più presto una visione comune sul futuro dell'azienda e si passi alla realizzazione del Piano industriale e dei cambiamenti indispensabili al mantenimento in vita e in salute di Fincantieri", conclude Bono, evidenziando che "ci aspettano tempi difficili e decisioni anche dolorose, ma continuiamo a credere che con il supporto dei nostri capi ne usciremo e ne usciremo più forti".

Ministro Romani convoca azienda e sindacati
Il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani ha convocato per venerdì 3 giugno i vertici di Fincantieri e i sindacati nazionali per fare il punto sul piano di riorganizzazione industriale reso noto dalla società. Mentre il ministro per la Semplificazione Normativa, Roberto Calderoli, e il sottosegretario Francesco Belsito esprimono notevoli riserve e perplessità rispetto alla bozza presentata. E a sua volta il governatore della Campania Stefano Caldoro pur ammettendo che "la crisi del settore cantieristico dura da anni e i numeri forniti dai vertici di Fincantieri sono noti" sottolinea che "non possiamo perdere la tradizione che ha caratterizzato per anni Castellammare di Stabia".