"Caro presidente, lo facciamo tutti i giorni". E' questa la risposta di Emma Marcegaglia al premier Silvio Berlusconi, che aveva chiesto alle imprese di non chiedere solamente ma di fare anche loro qualcosa. La presidente di Confindustria lo ha detto parlando, a porte chiuse, alle Assise degli industriali. "Perché - ha aggiunto - noi teniamo in piedi questo Paese". La leader degli industriali ha chiesto poi riforme chiare e non aiuti.
"La nostra parte la facciamo eccome. Ma proprio perché siamo gente seria e impegnata perquesto Paese in questo momento siamo disposti a fare anche dipiù", dice Emma Marcegaglia. Da oggi, con le assise di Bergamo, cambia il rapporto con lapolitica? "In parte sì. Siamo pronti ad assumerci anche piùresponsabilità, ma Confindustria chiede che la politica facciapoche cose ma chiare". Vogliamo essere "attori di cambiamentoper tutto il Paese".
"Riforme, non aiuti"
"Sul rapporto con la politicaabbiamo ragionato molto" e "abbiamo detto con chiarezza chenoi non siamo interessati a chiedere sussidi, incentivi, aiutial governo o alla politica", dice Marcegaglia, tornando aparlare della solitudine delle imprese. "Il nostro senso di solitudine perché sono decenni chevengono chieste sempre le stesse riforme che non vengono fatte ofatte con una lentezza che spesso non è compatibile". Di quila richiesta di "poche cose e grandi riforme", a partire dalla"riforma fiscale, anche a parità di pressione, da un impegnovero sulla ricerca, sulla semplificazione e le liberalizzazioni,che non costano allo Stato".
"Ora riforma del Fisco, giù le tasse alle imprese"
"Vogliamo una riforma fiscaleanche a parità di pressione fiscale, ma che riduca latassazione su imprese e lavoro; ulteriori semplificazioni. Evogliamo le liberalizzazioni che sono le grandi assenti, anzi sisono fatti dei passi indietro. Poi vogliamo capire qual èl'impegno per la ricerca". Così la leader di Viale dell'Astronomia ha indicato le "poche cose, ma chiare, e da fare in tempicompatibili con quelli che servono per stare sui mercati chegli industriali chiedono alla politica". Mentre, dice, nonchiedono "sussidi, incentivi o aiuti".
"Contratti, ok aziendale al posto nazionale"
"Con la strumentazione che abbiamopossiamo avere contratti nazionali più avanzati, deroghe,addirittura aziende che fanno opting out, che decidono di avereun contratto aziendale al posto di quello nazionale", ha detto ancora alle Assise di Bergamo, sottolineando che "questo con le regole attuali diConfindustria è possibile, lo possiamo fare".
"La strada di fare in modo cheogni nostro associato trovi attraverso le relazioni sindacali unguadagno di produttività è una strada chiara, su cuilavorare", aggiunge il presidente di Confindustria.
Marcegaglia sottolinea "la volontà di andare avanti sullastrada delineata con l'accordo interconfederale del 2009, concontratti nazionali ma derogabili, più flessibili ed esigibili.Si va avanti sul percorso intrapreso non c'è nessunripensamento. Anzi, direi di andare ancora più avanti".
A Camusso: non ci interessa dividere il sindacato
"Non siamo interessati a dividereil sindacato come ha detto il segretario della Cgil Camussoanzi, tutto il contrario". Così ha detto la Marcegaglia, replicando al leader del sindacato di Corsod'Italia.
"Rischio clientele quel credito d'imposta al Sud"
Del decreto Sviluppo "non ci piaceil credito di imposta per le assunzioni al Sud", ha poi detto la laleader degli industriali, spiegando: "C'è ilrischio di troppe assunzioni in un momento elettorale che poinon potranno essere sostenute. Per accontentare qualcuno dipotrebbero creare posti di lavoro che poi si perdono".Confindustria "avrebbe preferito un impegno su ricerca einvestimenti".
Delle altre misure varate dal governo, "bene lesemplificazioni e quelle sull'edilizia, ma ora bisogna andareavanti su questa strada. E il credito di imposta per la ricercaè positivo ma non è strutturale e dobbiamo capire di quanterisorse si parla". Il giudizio di Confindustria è, quindi,"articolato".
Thyssen: assoluto impegno su sicurezza lavoro
"Abbiamo ribadito il totale,assoluto impegno sulla sicurezza sul lavoro, che deverafforzarsi, perché ogni morte è una tragedia umana, è unasconfitta per noi. Però consideriamo una condanna a 16 anni peromicidio volontario un unicum in Europa", ha detto la Marcegaglia parlando, aconclusione della Assise, dell'amministratore delegatodella Thyssen, che ha partecipato all'evento ed è stato "moltoapplaudito". "E' un tema che va guardato con molta attenzione, noiabbiamo grande rispetto e referenza nei confronti dei morti edelle loro famiglie - aggiunge Marcegaglia - però se una cosadi questo tipo dovesse prevalere potrebbe allontanare gliinvestimenti esteri dall'Italia e mettere anche a repentaglio,in qualche modo, la sopravvivenza del nostro sistemaindustriale".
