"Presenteremo all'Unione europea un disegno di legge identico a quello dei francesi, anzi, lo presenteremo scritto in francese". Lo ha affermato il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti, al workshop Ambrosetti di Cernobbio, in riferimento alle normative legate all'Opa, aggiungendo la citazione latina: "Simul stabunt, simul cadent" ("come insieme staranno, così insieme cadranno", ndr). "Così - ha aggiunto - se cade uno...".
Sulla vicenda Parmalat Tremonti ha spiegato che il governo italiano "ha fatto come i francesi" e che "la nuova norma prevede la possibilità per la Cdp di fare un fondo identico a quello strategico francese".
In questo caso il ministro ha paragonato Parmalat al colosso alimentare Danone: "Se la Danone è nel fondo strategico francese, non vedo che cosa c'è di strano se...", senza concludere la frase. "In Francia - si è chiesto - c'è il mercato?". "Bene - ha aggiunto - c'è anche in Italia".
Riguardo alla "vecchia Iri", secondo il ministro, si tratta di unostrumento che l'Italia utilizzava, insieme alla "grandeMediobanca" di Enrico Cuccia, per rapportarsi con interlocutoripiù grandi, strumento che ad oggi non ha trovato un sostituto."Quello che vediamo fuori - ha spiegato - è evidente che laconcorrenza e i rapporti economici sono tra continenti e nonpiù tra Stati" e soltanto l'economia tedesca "parla come ungigante tra giganti, mentre noi continuiamo a fare glispezzatini" e "una ex-municipalizzata - ha detto riferendosiA2a (ex Aem e Asm Brescia, ndr) - deve confrontarsi con unmonopolio pubblico", ossia i francesi di Edf che stringono suEdison. Comunque il fondo Cdp non sarà solo su Parmalat:"Abbiamo fatto un grande fondo in Italia per realizzare deiprogetti, ne abbiamo fatto qualcuno, ma ne vedo altri inprospettiva".
La la Cassa Depositi e Prestiti nell'idea del ministro sipotrà muovere come il fondo strategico industriale francese(Fsi). "La nuova norma - ha spiegato Tremonti - prevede lapossibilità per la Cdp di fare un fondo identico a quellostrategico francese". Un'operazione affiancata dal lavoro dellebanche, come ha ricordato l'ad di Unicredit Federico Ghizzoni,che ha parlato delle lettera inviata ieri da Intesa Sanpaolo,Piazza Cordusio e Mediobanca al cda di Parmalat.
"Lo scopo - ha spiegato il banchiere - è quello di vederese riusciamo a creare un'alternativa a Lactalis. Vedremo neiprossimi mesi". Quanto a un possibile intervento finanziario,l'ad si è mantenuto cauto "E' troppo presto per parlarne, amomento c'è la lettera in cui c'è una disponibilità dellebanche a fare advisor sul complesso dell'operazione, poi vediamocome l'operazione volge".
