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Anche per la Borsa venezuelana la caduta di Maduro è cosa buona (+130% dal blitz)

L'ipotesi di un cambio definitivo di regime in Venezuela ha spinto la Borsa di Caracas in rally. Perché l’intervento americano può aprire prospettive interessanti per gli investitori, non solo sul petrolio

13 Gen 2026 - 11:07

Il blitz americano concluso con la cattura di Maduro è stato salutato dai festeggiamenti dei venezuelani che vivono all’estero. Situazione diversa nelle strade del Paese sudamericano, dove il controllo ancora imposto dal regime spaventa ancora, anche se la presidente “ad interim” Delcy Rodriguez è di fatto sotto la strettissima osservazione della Casa Bianca. Ma a Caracas qualcuno ha festeggiato la cattura di Maduro: gli investitori. Dal 3 gennaio (giorno del blitz) l’indice Bursatil de Capitalizacion della Borsa di Caracas ha guadagnato oltre 130%.

PERCHÉ LA BORSA VENEZUELANA È IN RALLY
Cosa significa questo dato? Di sicuro nasconde un certo ottimismo per una transizione verso un governo democratico e, di conseguenza, per la riapertura dell’economia del Venezuela al resto del mondo. Dalla salita al potere di Chavez, eletto nel 1999, la “rivoluzione bolivariana” ha portato il Venezuela a un graduale isolamento rispetto ai mercati internazionali. La caduta di Maduro, 26 anni dopo, ha riportato fiducia tra gli investitori internazionali, attratti soprattutto dalle gigantesche riserve petrolifere del Paese, praticamente ancora inesplorate.

ECONOMIA PRONTA AD APRIRSI AI MERCATI
Nella calma apparente delle strade di Caracas, quindi, il rally dell’indice principale del mercato azionario venezuelano segnala che qualcuno sta già assaporando l’idea della caduta definitiva del regime. Dopo anni di cattiva gestione e corruzione, un nuovo governo potrebbe far ripartire lo sfruttamento dei giacimenti petroliferi – grazie agli investimenti che le Big Oil spinte da Trump sembrano intenzionate a mettere sul piatto – e dare nuova linfa non solo al mercato azionario, ma anche a quello obbligazionario.

RINNOVATO INTERESSE PER I BOND GOVERNATIVI
Per anni, infatti, i titoli di stato venezuelani sono stati considerati “inavvicinabili” dagli investitori internazionali. E il default del 2017 ha dato il colpo di grazia al debito governativo. Negli ultimi giorni, invece, anche sui bond si è riacceso l’interesse degli investitori. Tuttavia, il dato più eclatante arriva dalla Borsa di Caracas, al punto che la scorsa settimana Teucrium ha chiesto alla Sec (l’equivalente americano della Consob italiana) l’autorizzazione per emettere un ETF focalizzato su società con forte esposizione al Venezuela.

SOLO UN RALLY TATTICO?
Secondo diversi analisti, tra cui quelli di Invesco, il rally della Borsa di Caracas è essenzialmente tattico, motivato da speranze piuttosto che da miglioramenti concreti dei fondamentali. Si tratta, in sostanza, di una reazione allo shock politico di un mercato azionario molto illiquido, e quindi soggetto a movimenti repentini. Ma a quanto pare gli investitori internazionali vogliono posizionarsi in anticipo e stanno prezzando una svolta profonda nell’economia del Venezuela.