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Alitalia, Atlantia minaccia di andarsene se il governo revoca Autostrade | Conte: "No a ricatti e commistioni"

Proprio quando la cordata tra Atlantia, Fs, Delta e Mef sembrava cosa fatta, la società dei Benetton agita le acque

La partita Alitalia si riapre: quando la cordata sembrava cosa fatta, è stata proprio la società dei Benetton ad agitare le acque. In una lettera inviata al ministero dello Sviluppo economico, Atlantia esprime infatti perplessità sul piano di rilancio. Ufficialmente il problema è la posizione di Delta, ma in realtà su tavolo c'è anche la questione delle concessioni ad Autostrade. E Conte replica furibondo: "No a ricatti e commistioni".

Ufficialmente il problema sarebbe stata la posizione della compagnia aerea americana, indisponibile a salire del 10% oltre il tetto del 12% di controllo di Alitalia, ma finora il confronto non sembrava dare adito a rotture nette. Quindi la presa di posizione di Atlantia è apparsa come un fulmine a ciel sereno.

 

In realtà, secondo quanto riporta Repubblica, la lettera del presidente di Atlantia, Fabio Cerchiai, e del direttore generale, Giancarlo Guenzi, a Patuanelli è chiarissima: la società sottolinea che a causa della "situazione di incertezza in merito ad Autostrade per l'Italia" o addirittura di revoca della concessione, non consentirebbero "per senso di responsabilità" nei confronti di azionisti e dipendenti, di impegnarsi "in un'operazione onerosa di complessa gestione ed elevato rischio". In poche parole: se il governo revoca la concessione ad Autostrade per l'Italia, Atlantia si sfila dal salvataggio di Alitalia.

 

Una mossa che non è piaciuta al governo, che giovedì sera ha fatto trapelare un'"irritazione comune nell'esecutivo". E venerdì Conte ha detto a chiare lettere che "Alitalia è una questione, le concessioni autostradali un'altra: no a commistioni". Il premier ha quindi chiarito che "non mi permetto di valutare se sia un ricatto o meno, dico solo che il governo è stato molto chiaro sin dall'inizio. Alitalia è una vicenda, Autostrade e il procedimento amministrativo che è già in corso da tempo è altra questione. La commistione tra i due piani per noi come governo è inaccettabile".

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