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Mediaset, Pier Silvio Berlusconi:
"Non intendiamo vendere Premium"

l vicepresidente: "Interesse da parte di più gruppi internazionali, ma nessun accordo vincolante. E nessun taglio in programma" Confalonieri: "Su Internet il neocolonialismo dei colossi stranieri"

- "Non intendiamo vendere Premium: c'è interesse da parte di più gruppi internazionali con cui stiamo dialogando, ma non c'è nessun accordo vincolante siglato". Lo afferma il vicepresidente di Mediaset, Pier Silvio Berlusconi. L'idea, spiega, è quella di un "programma di sviluppo" nel segmento Pay anche con un "partner industriale" e con il coinvolgimento del 22% di Digital Plus.

Mediaset, Pier Silvio Berlusconi: "Non intendiamo vendere Premium"

"Non sono in programma altri tagli" - I progetti di sviluppo e la crescita di redditività di Mediaset dipendono anche "da un mercato pubblicitario ancora indecifrabile, ma non abbiamo in programma altri tagli" di costi, assicura il vicepresidente Mediaset. L'obiettivo attuale è quello "di non diminuire il livello della nostra offerta, anzi di migliorarlo sempre", aggiunge rispondendo a un'azionista durante un'assemblea del gruppo televisivo.

"Veicolo pay tv entro giugno" - Quanto all'ipotesi del nuovo "veicolo" che raggruppi le attività pay tv in Italia e Spagna, Pier Silvio Berlusconi auspica che sia definito entro il primo semestre dell'anno. E specifica che "per noi il valore di Premium non solo è vicino ma è superiore alle valutazioni più ampie" fatte recentemente dagli analisti finanziari, le maggiori tra le quali raggiungevano gli 800 milioni di euro. I vertici del gruppo anno anche specificato che la prossima asta per i diritti televisivi per la serie A di calcio non influisce sull'interesse manifestato dall'estero e non solo da Canal Plus e Al Jazeera, che al momento appaiono in prima linea.

"Tifo per Renzi: ma stimoli l'economia" - Il vicepresidente Mediaset interviene anche sul governo Renzi e dice: "Da italiano tifo per questo esecutivo, ma servono azioni che stimolino l'economia e i consumi nel più breve tempo possibile". E spiega: "Per noi la raccolta pubblicitaria è decisiva e quindi viviamo di ripresa e di consumi".

Adreani: "Nel primo trimestre raccolta pubblicitaria a -1%" - Tra gennaio e marzo, dice l'amministratore delegato di Mediaset Giuliano Adreani, la raccolta pubblicitaria di Publitalia è scesa dell'1% rispetto allo stesso periodo del 2013, "ma nel totale dei primi quattro mesi ci stiamo avvicinando al pareggio in un mercato ancora negativo. Aprile è andato benissimo nella prima parte, mentre nella seconda stiamo soffrendo un po'". Per quest'anno le stime sono comunque di una raccolta lievemente superiore al 2013.

Internet, Confalonieri: "Neocolonialismo dei big stranieri" - Fedele Confalonieri lancia invece l'allarme sui "colossi multimediali, gli operatori di Internet. "Producono ricchezza in Italia ma la portano altrove e non pagano le tasse - avverte il presidente Mediaset -. A noi questa sembra una forma di neocolonialismo". E infatti, aggiunge, "esiste un tema di tassazione per cui Google, Facebook e Amazon generano utili in Italia ma non pagano qui le tasse". Fa quindi riferimento all'ipotesi web tax, dicendo che il suo obiettivo "era giusto: colpire forme moderne ma non per questo meno odiose di evasione".

"La stessa Agcom - continua - ha dovuto vedersela con demagoghi pro-Internet e ha partorito un coraggioso regolamento sul diritto d'autore già oggetto di numerosi e interessati ricorsi: non è in questione la libertà della rete, ma si minaccia il nostro modello di business, basato su diritto d'autore ed esclusive sui contenuti. O i nostri, gli autori, i registi, i produttori, o i loro. E non voglio scomodare la cultura europea: mi fermo all'aspetto economico".

"Sia equilibrata la vendita dei diritti di serie A"
- Il presidente del Biscione si augura poi che "la cessione dei diritti della serie A vada in una direzione di equilibrio tra le due piattaforme concorrenti", cioè in Italia per quanto riguarda la pay tv Sky e Mediaset Premium. E ancora, durante l'assemblea Mediaset: "Con l'acquisto dei diritti della Champions League per il 2015-2018 abbiamo aggredito un mercato e in particolare un concorrente con molta convinzione: oggi il panorama dei diritti pregiati è sicuramente più equilibrato".

"Questi diritti verranno pagati con la generazione di cassa della pay tv - aggiunge Pier Silvio Berlusconi - e non abbiamo bisogno di cercare capitali. Ora ci sarà l'asta per la serie A che è un contenuto importante" e anche in questo caso "i fondi necessari verranno dai ricavi della pay tv".

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