MUSEO DELLA SCIENZA E DELLA TECNICA

Un frammento di Luna a Milano

L’ultimo uomo a camminare sul satellite della Terra, Eugene Cernan, inaugura la sezione dedicata allo Spazio del Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Invitandoci ad essere audaci: "Bisogna tornare a sognare"

30 Ott 2014 - 11:32
 © tgcom24

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Nel 1962 Il presidente John Fitzgerald Kennedy parla all'America sfidandola ad andare sulla Luna. In piena Guerra fredda, l'Unione sovietica aveva assestato una serie di colpi non da poco nel campo dell'industria spaziale, mandando in orbita il primo satellite, lo Sputnik, il primo animale, la cagnolina Lajka, e il primo uomo, l'eroe Jurij Gagarin. “Ma Kennedy era un visionario, e disse che l'America avrebbe mandato un uomo sulla luna” ricorda Eugene Cernan, astronauta classe 1934, protagonista di quell'era rivoluzionaria. “All'epoca non avevamo la tecnologia per farlo. Ci ha sfidato a fare l'impossibile."

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Nel 1969, in una corsa contro i tempo, la bandiera a stelle e strisce è su suolo lunare, stretta da Neil Armstrong. “Per questo oggi dico ai giovani che non bisogna escludere mai un'avventura. Dobbiamo tornare ad essere audaci, a trarre ispirazione dai nostri sogni”. Nonostante gli ottant'anni, Eugene Cernan parla con la passione e il carisma contagiosi di chi ha “realizzato l'impossibile” e uno dei più folli sogni dell'umanità. Per tre volte viaggia nello spazio, nel 1966, nel 1969 e nel 1972, quando, comandante dell'Apollo 17, è l'ultimo uomo a lasciare per sempre la superficie della Luna.

Da quella missione proviene il frammento lunare che da oggi fa parte della collezione permanente del Museo della Scienza e della Tecnica di Milano. Acquistato grazie a oltre mille donatori, Gene spera che il frammento sia “d'ispirazione ad altri giovani sognatori”. Unico in Italia, il reperto fa parte della nuova sezione del museo dedicata allo Spazio - in partnership con Omega e Samsung - che ospita anche una rarissima tuta sovietica Kerchet, preparata per l'allunaggio e mai utilizzata, uno dei tre stadi del lanciatore Vega, il satellite San Marco per lo studio dell'atmosfera e il satellite Sirio per le telecomunicazioni, oltre a una riproduzione di parte della Stazione spaziale internazionale.

Oltre alla collezione di oggetti, la sezione punta ad avere un contenuto educativo e coinvolgente, grazie a diverse installazioni - tra cui un videogioco - che chiamano in causa il visitatore, portandolo a sperimentare in prima persona l'osservazione dei corpi celesti e la vita nel cosmo. In un dialogo tra passato, presente e futuro, l'esposizione ripercorre quattro secoli di ricerca astronomica, a partire dalle osservazioni di Leonardo "il primo grande sognatore - continua Eugene - che ha consentito a noi altri visionari dei secoli successivi di arrivare su quegli astri".

Spazio Museo della Scienza e della Tecnologia di Milano dal 29 ottobre per informazioni: http://www.museoscienza.org/visitare/spazio/