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Salone del Libro di Torino, le Forze Armate alla XXIV edizione con "AFGhanistan...a testa alta...": vent'anni di operazioni militari a Kabul

Tra gli oltre 30 gli eventi all'interno dello stand dello Stato Maggiore della Difesa presso il padiglione Oval del Lingotto Fiere, è stato presentato il volume curato dal direttore della testata online "Analisi Difesa" Gianandrea Gaiani

Ansa

Nella seconda giornata del Salone del Libro di Torino lo Stato Maggiore della Difesa ha presentato al padiglione Oval del Lingotto Fiere (Stand W114) il volume dal titolo "AFGhanistan...a testa alta...", vent'anni di operazioni militari in Afghanistan raccontati attraverso le immagini, i ricordi, le emozioni e le testimonianze dei protagonisti.

L'evento, moderato dal curatore del libro, il direttore della testata online Analisi Difesa, Gianandrea Gaiani, si è svolto alla presenza del Capo di Stato Maggiore della Difesa, Ammiraglio Cavo Dragone, del Generale di Corpo d'Armata Masiello attuale Sottocapo di Stato Maggiore della Difesa e già Comandante del Regional Command West nell'ambito dell'Operazione ISAF e del Generale di Corpo d'Armata Salvatore Camporeale già vice comandante della missione Resolute Support. Fino al 23 maggio saranno oltre 30 gli eventi che verranno presentati all'interno dello stand dello Stato Maggiore della Difesa: le Forze Armate si alterneranno presentando eventi e pubblicazioni che tratteranno temi che spazieranno dall'innovazione tecnologica, fondamentale per affrontare le nuove sfide che caratterizzano i moderni scenari operativi, alle proprie radici storico-culturali. Il programma è qui.

"AFGhanistan...a testa alta..." - 

Dopo un'introduzione del curatore del volume Gaiani, ha preso la parola l'Ammiraglio Cavo Dragone, che ha ricordato "l'esperienza vissuta quando all'indomani dell'attacco terroristico alle Torri Gemelle, responsabile della campagna aerotattica che si sarebbe dovuta svolgere sul suolo afghano, fui impiegato in zona d'operazioni nell'ambito di una prima forza navale approntata con la nave Garibaldi, 4 elicotteri e 8 velivoli. Dovevamo ricongiungerci con il dispositivo navale statunitense già presente in Teatro, effettuando una prima dura fase addestrativa di quindici giorni propedeutica al raggiungimento dell'integrazione con l'assetto americano. Ebbene, in quel momento la mia più grande soddisfazione fu quando il Composite Air Group Commander mi convocò dicendomi che solo dopo tre giorni di addestramento congiunto dei nostri piloti con i colleghi americani, l'obiettivo era stato raggiunto".


 


Successivamente, il Generale di Corpo d'Armata Masiello, nel ricordare la propria esperienza vissuta nel teatro operativo afghano quale comandante del Regional Command West su base Brigata Folgore, ha parlato di 6 mesi intensi vissuti nel periodo primaverile-estivo nella cosiddetta fighting season, pertanto "ero sicuro che avremmo combattuto. Tra le difficoltà che incontrai ricordo quella di convincere gli afghani a combattere e morire per il loro Paese, mentre dovevo trattenere i miei paracadutisti vogliosi di assolvere la missione che ci era stata assegnata. Ma noi li non eravamo solo per combattere ma anche per ricostruire l'Afghanistan e le Istituzioni locali. Se tanto è stato fatto nella ricostruzione, altrettanto non posso dire per le Istituzioni locali in quanto, trattandosi di attività interministeriali, è venuto a mancare il Sistema Paese afghano e questo ci deve essere da lezione per il futuro".


 


Poi ha preso la parola il Generale di Corpo d'Armata Camporeale, che ripercorso la sua esperienza come vice Comandante della missione Resolute Support, enfatizzando "il valore dei soldati e delle soldatesse afghane, felici per quello che il proprio Paese aveva realizzato durante i vent'anni di presenza delle truppe Nato e in particolare dei soldati italiani". Il curatore del volume Gaiani ha concluso l'evento con una chiosa sul titolo del libro ispirato all'intervento in Parlamento del ministro della Difesa Guerini che disse "i militari italiani escono dalla missione afghana a testa alta".


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