Le luci del Midì scolpiscono i colori di Cézanne
Paul Cézanne per la prima volta esposto a Milano
Bagnante vicino ad una roccia, 1860-1866 © Gianni Marussi
Dal 20 ottobre 2011 fino al 26 febbraio 2012 a Palazzo Reale di Milano la mostra "Cézanne. Les Ateliers du Midi".
Si colma una notevole lacuna.
Grazie a Skira che nella persona di Massimo Vitta Zelman l'ha fortemente voluta e da sempre agognata.
La mostra ripercorre attraverso gli affreschi, gli olii, i disegni e gli acquarelli, i ritratti di amici e familiari, le nature morte, la sua vita e la sua evoluzione artistica che fu determinante per il Cubismo e il Surrealismo e non solo.
Per Henri Matisse "Cézanne è il nostro Maestro in tutto" e per Pablo Picasso :" Il mio solo e unico maestro... era come un padre per tutti noi."
Lui il precursore dell'arte del Novecento, si stacca dai compagni di strada del Salon des Refusés perchè per lui l'emozione, la vibrazione emotiva del colore, non era sufficiente.
"La tesi da sviluppare è, qualsiasi sia il nostro temperamento o capacità di fronte alla natura, riprodurre ciò che vediamo, dimenticando tutto quello che c'è stato prima di noi. Il che, penso, permette all'artista di esprimere tutta la sua personalità, grande o piccola."
Doveva entrare nel cuore della Natura, carpirne le regole e le architetture. "Tutto si riassume in questo: avere delle sensazioni e leggere la Natura" e ancora: "Il pittore deve consacrarsi interamente allo studio della natura, e sforzarsi di produrre quadri che siano un insegnamento. In natura, tutto è modellato secondo tre modalità fondamentali: la sfera, il cono e il cilindro. Bisogna imparare a dipingere queste semplicissime figure, poi si potrà fare tutto ciò che si vuole."
Fece eccezione solo Georges Rivière: «L'artista più attaccato, più maltrattato da quindici anni dalla stampa e dal pubblico, è Cézanne. Egli è, nelle sue opere, un Greco della belle époque; le sue tele hanno la calma, la serenità eroica delle pitture e delle terrecotte antiche, e gli ignoranti che ridono davanti alle Bagnanti, per esempio, mi fanno l'effetto dei Barbari che criticano il Partenone. Il signor Cézanne è un pittore e un grande pittore. Coloro che non hanno mai tenuto in mano una pennellessa o una matita hanno detto che non sa disegnare, e gli hanno rimproverato delle imperfezioni che non sono che un raffinamento ottenuto attraverso un'enorme scienza... la sua pittura ha l'inesprimibile fascino dell'antichità biblica e greca, i movimenti dei personaggi sono semplici e grandi come nelle sculture antiche, i paesaggi hanno una maestà imponente, e le sue nature morte così belle, così esatte nei rapporti tonali hanno, nella loro verità, qualcosa di solenne. In tutti i suoi dipinti, l'artista commuove, perché egli stesso prova, davanti alla natura, un'emozione violenta che l'abilità trasmette alla tela».
© Gianni Marussi
Autoritratto
Parola d’ordine: solidificare la natura di Lorella Giudici
1) La lettera, datata aprile 1876, è ora in P. Cézanne, Lettere, a cura di E. Pontiggia, SE, Milano 1985, pp. 60-61
© Gianni Marussi
Cézanne. Les Ateliers du Midi
Informazioni
Cézanne. Les Ateliers du Midi
Dal 20 ottobre 2011 al 26 febbraio 2012
Tel. 02.92800375
