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12 ARTISTI, OLTRE 50 OPERE

"Le diable au corps", in mostra il desiderio erotico in tutte le sue forme

Al BonelliLAB di Canneto sull'Oglio (MN) fino al 28 luglio 50 opere di 12 dei più significativi artisti della scena italiana nati negli anni Ottanta e Novanta

30 Mag 2024 - 13:02
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E' dedicata al desiderio erotico, all'irrequietudine dei corpi, alla scoperta di sé e delle proprie pulsioni la mostra "Le diable au corps", curata da Daniele Capra e Massimo Mattioli, con cui BonelliLAB riprende l'attività espositiva. I grandi spazi della sede di Canneto sull'Oglio (MN) ospiteranno fino al 28 luglio le oltre 50 opere di 12 tra i più significativi artisti della scena italiana nati negli anni Ottanta e Novanta, la maggior parte delle quali realizzate per l'evento.


L'idea portante della mostra prende le mosse dal romanzo "Le diable au corps", scritto da Raymond Radiguet e pubblicato nel 1923, che racconta la relazione proibita e clandestina tra uno studente liceale e la moglie di un soldato in guerra. Un libro anticonformista per l'epoca, come lo sono le opere degli artisti in esposizione. Nei loro quadri, nella maggior parte dei casi di grande formato, indagano ognuno secondo la propria sensibilità il corpo desiderante e desiderato, da un punto di vista che si fa di volta in volta psicologico, erotico, emotivo e fisico. Un viaggio immersivo e totalizzante nella sensualità in ogni sua forma, che si conclude nella dark room in cui sono ospitate immagini di carattere più libero ed esplicito.

I 12 pittori in mostra sono tutti Millennials, nati tra gli anni Ottanta e Novanta, e così l'esposizione diventa anche un modo per indagare cosa succede all'interno di un'intera generazione di artisti. Nelle loro opere si trova di tutto, poiché ognuno di loro ha saputo raccontare in maniera assolutamente personale il rapporto con il corpo e con la sessualità: dalle donne che bastano a sé stesse nella scoperta della propria intimità di Romina Bassu ai riti amorosi collettivi che guardano a Oriente di Sabrina Annaloro, dalla malizia quasi ingenua delle figure di Adelisa Selimbašić, agli abbracci travolgenti degli amanti di Olga Lepri; dalle icone di Davide Serpetti, imperturbabili e distanti ma allo stesso tempo attraenti e coinvolgenti, alle mani smaniose di toccarsi di Flaminia Veronesi; dall'accostamento di micronarrazioni di Chiara Calore agli uomini soli e sospesi di Nicolò Bruno; dalla dolce malinconia dei ragazzi ritratti da Giulio Catelli agli sguardi tormentati e intimamente inquieti delle persone di Nebojša Despotović; dai dettagli erotici che profumano di fiori di Paolo Pretolani al vivido incontro di carni, passioni e colori di Maria Giovanna Zanella.

Descrive il desiderio sensuale è stata una sfida per gli artisti, che sono stati chiamati in alcuni casi ad abbandonare la propria comfort zone, ma lo è anche per l'osservatore, invitato dalle opere esposte a mettersi "nudo", con curiosità e senza pregiudizio verso le proprie emozioni più intime. L'erotismo, parafrasando l'adagio, è negli occhi di chi guarda.