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Filtri, buste, bicchieri: nella pancia di una tartaruga marina la discarica della plastica

Una vera e propria discarica di plastica nello stomaco di un maschio di Caretta Caretta, la tartaruga marina più diffusa nel Mediterraneo, rinvenuto morto sulle spiagge del Cilento, a Marina di Camerota (Salerno). Buste e involucri di snack, bicchieri e persino 7 filtri a forma di dischetto provenienti dal disastro ambientale del 2018 dal depuratore di Capaccio, su cui indaga la procura di Salerno. Lʼautopsia è stata eseguita dallʼequipe della Centro Ricerche Tartarughe di Portici della Stazione Zoologica. Da quanto denuncia Clean Sea Life è già il terzo caso di tartaruga marina trovata morta dopo aver ingerito i filtri che invasero i litorali del Tirreno, da Ischia alle Baleari, dalla Toscana alla Francia, 11 mesi fa. "Con i volontari ne abbiamo raccolti oltre 160mila, ma ce sono ancora milioni in giro, trascinati dalle correnti", è lʼallarme lanciato dal progetto cofinanziato dallʼUnione Europea per la salvaguardia del mare

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Una vera e propria discarica di plastica nello stomaco di un maschio di Caretta Caretta, la tartaruga marina più diffusa nel Mediterraneo, rinvenuto morto sulle spiagge del Cilento, a Marina di Camerota (Salerno). Buste e involucri di snack, bicchieri e persino 7 filtri a forma di dischetto provenienti dal disastro ambientale del 2018 dal depuratore di Capaccio, su cui indaga la procura di Salerno. L'autopsia è stata eseguita dall'equipe della Centro Ricerche Tartarughe di Portici della Stazione Zoologica. Da quanto denuncia Clean Sea Life è già il terzo caso di tartaruga marina trovata morta dopo aver ingerito i filtri che invasero i litorali del Tirreno, da Ischia alle Baleari, dalla Toscana alla Francia, 11 mesi fa. "Con i volontari ne abbiamo raccolti oltre 160mila, ma ce sono ancora milioni in giro, trascinati dalle correnti", è l'allarme lanciato dal progetto cofinanziato dall'Unione Europea per la salvaguardia del mare