Russia, dopo le contestazioni alla guerra in Ucraina scattano le "purghe" di Putin
Silurato il"capo economista della seconda banca russa, condannato al carcere il leader dello storico partito pacifista dell'opposizione
di Luca PesanteArresti, condanne, licenziamenti senza appello. La repressione del dissenso in Russia torna ad azzittire ogni voce indipendente. E lo fa con azioni mirate e di massa, quelle che nel vocabolario delle autocrazie si chiamano "purghe". Andrei Klepach, capo economista della seconda banca russa, aveva messo in guardia l'opinione pubblica sul logoramento militare e finanziario della federazione, e in meno di 48 ore è arrivato puntuale il suo licenziamento. Quasi allo stesso modo, per le stesse ragioni e senza un vero contraddittorio, Lev Schlosberg, vicepresidente di Yabloko, storico partito pacifista dell'opposizione, è stato condannato a 11 anni di carcere duro per aver "screditato" l'esercito e diffuso informazioni considerate false sulle forze armate. E durante l'udienza decine di sostenitori sono stati arrestati dentro e fuori il palazzo di giustizia.
