L'80% della città fu sommersa, 1.800 vite perse, decine di migliaia di persone intrappolate senza soccorsi immediati, oltre un milione di sfollati, saccheggi e violenze, danni catastrofici
di Isabella JoscaLa corsa frenetica dal Golfo del Messico agli Stati Uniti, da tempesta tropicale a uragano di massima categoria. Venti anni fa Katrina toccò terra sulla Louisiana con raffiche a oltre 280 km orari e pioggia torrenziale. Ma non fu il vento, bensì l'acqua, a distruggere New Orleans, culla del jazz costruita sotto il livello del mare e spazzata via in pochi istanti quando si ruppero gli argini dei canali. Era il 29 agosto 2005. L'80% della città fu sommersa, 1.800 vite perse, decine di migliaia di persone intrappolate senza soccorsi immediati, oltre un milione di sfollati, saccheggi e violenze, danni catastrofici. Furono colpiti anche Florida, Alabama e Mississippi, facendo dell'uragano Katrina uno dei disastri naturali più gravi e costosi della storia americana. Oggi, a Bourbon street, cuore di New Orleans, si suona ancora e si sfila a carnevale. Ma non manca un memoriale per le vittime e la consapevolezza che nulla tornerà come prima.