Il Pontefice davanti alle autorità locali: "Beato chi rimane o ritorna, perché Beirut sia ancora una terra piena di vita"
Nel suo discorso alle autorità libanesi, papa Leone XIV si è soffermato sull'importanza della pace e sul ruolo che in tal senso viene svolto da giovani e donne. "La fraternità universale e l'amicizia sociale all'interno di ogni società sono due poli inseparabili e coessenziali", ha affermato il Pontefice, indicando l'orizzonte al quale il Paese è chiamato. Questa sfida, ha spiegato, non riguarda soltanto il Libano, "ma tutto il Levante", una regione nella quale la pace è minacciata dall'instabilità, dalle disuguaglianze, dalla dispersione dei suoi giovani.
Per il Pontefice bisogna sensibilizzare la comunità internazionale perché la pace del Libano è parte integrante della stabilità regionale. Il Papa ha dedicato parole importanti al contributo femminile nella costruzione della pace. "Mi preme sottolineare il ruolo imprescindibile delle donne nel faticoso e paziente impegno per custodire e costruire la pace", ha detto Prevost, ricordando che "le donne hanno una specifica capacità di operare la pace, perché sanno custodire e sviluppare legami profondi con la vita e con le persone. Beate, dunque, le operatrici di pace e beati i giovani che restano o che ritornano, perché il Libano sia ancora una terra piena di vita".