La difesa di Andrea Sempio contesta queste conclusioni e ricorda che il test eseguito dai Ris di Parma nel 2007 non aveva dato evidenza di materiale ematico
di Matteo PedrazzoliL'impronta numero 33 ritrovata sulle scale della villetta di Garlasco, poco lontano dal cadavere di Chiara Poggi apparterrebbe ad Andrea Sempio e sarebbe intrisa di sangue e sudore. Non ha dubbi la difesa di Alberto Stasi, unico condannato per l'omicidio della 26enne. I risultati di questa nuova perizia evidenziano "un contatto palmare intenso, certamente non superficiale". Per arrivare a questa conclusione i consulenti di Stasi hanno cercato di ricreare le condizioni per generare un'impronta simile alla 33, che ora non è più esaminabile, tramite un'analisi tecnica-dattiloscopica. Attraverso una ricostruzione 3D al computer i periti di Stasi sono giunti alla conclusione che, chi ha lasciato quella manata sul muro, si stava sporgendo dalla soglia della scala dove è stata ritrovata Chiara, e che la presenza di sangue e sudore sarebbero dimostrate da vari esami fatti su delle pareti simili a quelle di casa Poggi. La difesa di Andrea Sempio - nuovo indagato per omicidio in concorso - contesta queste conclusioni e ricorda che il test eseguito dai Ris di Parma nel 2007 non aveva dato evidenza di materiale ematico, e l'impronta non era stata attribuibile perché erano state evidenziate solamente 5 minuzie, troppe poche per assegnarla a qualcuno.