Cresce nel triennio 2023-2025 l'occupazione nei servizi alla famiglia che con un aumento del 7,6% raggiunge 1,48 milioni di lavoratori domestici. Ma cresce anche il tasso di irregolarità che nel 2024, ultimo dato disponibile, arriva al 56,6%. Secondo il Rapporto 2026 Family (Net) Work di Assindatcolf, presentato oggi, le famiglie che sempre di più hanno bisogno di badanti a fronte dell'invecchiamento della popolazione e di colf e baby sitter con la crescita dell'occupazione femminile, fanno i conti con tariffe cresciute del 20% in un decennio. Secondo quanto emerso dal Paper, a partire dal 2020 — anno in cui, grazie alla regolarizzazione del settore, il tasso di irregolarità era sceso al 51% — la percentuale di irregolari ha continuato a salire, attestandosi al 53,5% nel 2022, al 55,4% nel 2023 e arrivando al 56,6% nel 2024. Il lavoro domestico concentra il 33,7% di tutta l'occupazione dipendente irregolare in Italia. Se tutto il lavoro domestico fosse regolare il tasso di irregolarità del lavoro dipendente nel Paese scenderebbe dal 13,2% all'8,7%, con una riduzione di 4,5 punti percentuali.
I motivi
L'indagine su un campione di oltre 4.000 famiglie che utilizzano servizi di collaborazione domestica regolari segnala per il 41,6% un aumento del fabbisogno di servizi domestici e assistenziali, mentre il 52% segnala una situazione stabile e solo il 6,5% una riduzione. L'aumento dei bisogni riguarda soprattutto le famiglie che impiegano badanti con il 67,3% che segnala una crescita delle necessità di assistenza a fronte del 25,9% delle famiglie che ricorrono a una colf. Il 71,7% delle famiglie intervistate segnala un aumento dei costi ma raggiunge l'86% di quelle che impiegano una badante , per le quali il costo non è comprimibile con il 38,9% di queste ultime, che dichiara un aumento "molto significativo". Tra le famiglie che ricorrono a una colf, invece, i costi sono cresciuti nel 63,1% dei casi e l'incremento è stato molto significativo per il 10,5%. Il 65,4% delle famiglie intervistate che si avvale di una o più badanti dichiara di spendere oltre 1.500 euro al mese e il 28,9% più di 2.000 euro. Solo il 37,2% delle famiglie che ha partecipato alla survey dichiara di utilizzare almeno una misura di supporto per le spese di collaborazione domestica, mentre il 62,8% non riceve alcun aiuto. La misura più diffusa è la detrazione fiscale, utilizzata dal 24,1% del campione; seguono altri sostegni (7,5%), interventi regionali e comunali (5,7%) e bonus per l'assistenza agli anziani (5,5%). Il ricorso agli aiuti risulta sensibilmente più elevato tra le famiglie che impiegano una badante, raggiungendo il 59,9%, rispetto al 22,4% delle colf.
"Cresce il sommerso nel settore domestico - dichiara Andrea Zini, presidente di Assindatcolf - perché non ci sono aiuti. Sei famiglie su dieci non ricevono alcun sostegno, e non per scelta: semplicemente non c'è nulla a cui accedere, o è troppo poco per fare la differenza. Purtroppo - prosegue - la Legge di Bilancio non compie scelte precise sul fronte degli anziani e della non autosufficienza".
