LA NOTA INVIATA ALLE SCUOLE

Stop ai compiti "fuori orario", il Ministero ufficializza la stretta

A tre studenti su 4 arrivano assegnazioni nel pomeriggio

28 Set 2026 - 21:24
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Il MIM pone un freno all'uso indiscriminato del registro elettronico per le consegne domestiche. Una mossa resa necessaria da un "malcostume" diffuso: secondo i dati raccolti da Skuola.net, durante l'anno alla maggior parte degli studenti capita di ricevere notifiche di studio extra. “Vogliamo una scuola che insegni ai ragazzi a studiare con metodo, responsabilità e serenità, rispettando al tempo stesso i loro tempi e quelli delle famiglie”. Con queste parole il ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, ufficializza la stretta su una prassi sempre più comune e mal tollerata dagli studenti: l'assegnazione continua di compiti a casa, tramite piattaforme digitali (in primis il registro elettronico), ben oltre l'orario scolastico. Una situazione, questa, che attualmente riguarderebbe almeno tre studenti su 4.

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Cosa dice la nota ministeriale sui compiti?

La nota ministeriale, appena inviata alle scuole e già operativa per l'anno 2026/2027, parla chiaro: le consegne dovranno avvenire in classe entro il termine delle lezioni, tornando a valorizzare il diario cartaceo ed evitando tassativamente "inserimenti sul registro elettronico nel tardo pomeriggio, in serata o durante il fine settimana che costringano alunni e famiglie a un controllo continuo degli aggiornamenti".

Il documento promuove, inoltre, la programmazione collegiale per evitare la concentrazione di più prove nella stessa giornata, invitando i dirigenti a favorire "la disconnessione degli studenti dai dispositivi digitali".

Ma quanto era necessaria una direttiva del genere? Parecchio, come confermano i dati raccolti periodicamente sul tema dal portale Skuola.net - ascoltando i racconti di centinaia di ragazze e ragazzi di classi medie e superiori - che restituiscono la fotografia di un sistema scolastico in cui la tecnologia ha eroso i confini tra tempo di studio e vita privata, imponendo un regime di reperibilità costante.

Con il registro elettronico la scuola non finisce mai

Infatti, guardando alla routine del normale anno scolastico, ricevere notifiche pomeridiane o nel fine settimana con nuove consegne per i giorni successivi è diventata una prassi consolidata. Solamente a 1 studente su 4 - l’ultimo monitoraggio, risalente a qualche mese fa, parla di un esiguo 24% di alunni - i compiti vengono assegnati in modo tradizionale, ovvero tutti in presenza, durante le ore di lezione.

Per la stragrande maggioranza, invece, la tecnologia ha dilatato il “tempo scuola”: a quasi 2 alunni su 3 (il 62%) capita spesso e volentieri che qualcosa venga assegnato fuori orario (di pomeriggio o nel weekend) tramite registro, mail o chat.

E per una quota consistente, pari al 14% (circa 1 studente su 7), questa non è un'eccezione ma la regola, con la maggior parte del carico di studio domestico comunicata sistematicamente ben oltre il suono dell'ultima campanella.

Il calcolo è presto fatto: ben 3 alunni su 4 sono colpiti periodicamente (se non sempre) dalla scure dei compiti fuori tempo massimo.

L'incubo dei compiti "a rate" anche durante le vacanze estive

Questa dilatazione dei momenti della didattica, peraltro, non va in pausa neppure durante i periodi di riposo più lunghi. I dati relativi alle ultime vacanze estive mostrano un trend altrettanto allarmante: a oltre la metà degli studenti (il 54%) sono stati assegnati compiti in via digitale dopo l’ultima campanella di giugno.

Entrando nel dettaglio, se solo il 46% si è visto assegnare tutto il lavoro prima del termine effettivo delle lezioni, per gli altri le ferie sono state "interrotte" da notifiche a scoppio ritardato: al 31% degli studenti è stato aggiunto del carico extra rispetto a quanto già appuntato in classe.

Ma il dato più critico è quello che ha visto quasi 1 ragazzo su 4 (il 23%) ricevere il grosso dei compiti a vacanze inoltrate.

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