Reggio Emilia, "voti modificati dopo una verifica": indagate due prof
Accusate, in concorso, di falso in atto pubblico perché avrebbero manomesso il registro elettronico. Per le difese delle docenti, però, non c'è stata alcuna irregolarità
© Istockphoto
Due professoresse sono
indagate dalla procura di Reggio Emilia con l'accusa, in
concorso, di falso in atto pubblico perché avrebbero manomesso il
registro elettronico, modificando i voti (per la maggior parte
ritoccati a ribasso) di una verifica a cui era stata sottoposta
una classe di un istituto superiore reggiano. A riportarlo è il Resto del Carlino.
I fatti risalgono al 2023, quando
la docente titolare della cattedra - una 39enne di Reggio Emilia
- era in malattia e fu sostituita da una supplente di 49
anni, anch'essa reggiana. Quest'ultima, stando alle
ricostruzioni, ha somministrato un compito, metà a crocette e
metà a risposta aperta, che le aveva lasciato in consegna la
professoressa di ruolo con tanto di "correttore" (ossia una griglia di valutazione prestabilita dalla docente stessa).
La supplente ha poi corretto i test, inserendo le sue valutazioni
sul registro elettronico. Ma quando la titolare è
rientrata al lavoro, avrebbe ritenuto errati i voti della collega
chiedendole di cancellarli dal registro. Di comune accordo, avrebbe
inserito le nuove valutazioni abbassandole alla maggior parte
degli studenti (per tre di loro invece sarebbero state alzate).
Per una ragazza si è passati da 6 a 3+, per un altro da 10- a 7 e mezzo, mentre per un alunno l'abbassamento da 10 a 6- "ha contribuito poi a farlo rimandare a settembre e poi a bocciarlo", spiega un insegnante di sostegno che ha denunciato tutto presentando un esposto in procura, che ha affidato poi le indagini ai carabinieri.
Il sostituto procuratore Piera Cristina Giannusa ha emesso un avviso di fine indagini preliminari alle due indagate e ora dovrà decidere se chiedere il rinvio a giudizio. Per le difese delle docenti però "non c'è stata alcuna irregolarità né alterazione, semplicemente una correzione dovuta di errori palesi. Hanno agito in buonafede e con onestà, chiedendo regolari autorizzazioni alla dirigente scolastica e chiariremo tutto eventualmente in tribunale", la dichiarazione degli avvocati Marina Bortolani e Marco Dallari.
