Aveva 92 anni

È morto Gianni Cervetti, storico dirigente del Pci: dall'amicizia con Napolitano all'impegno culturale nella sua Milano

Premiato con l'Ambrogino d'oro per il suo impegno culturale sotto la Madonnina, Cervetti fu uno storico esponente della sinistra nella Prima Repubblica

07 Mag 2026 - 13:30
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È morto Gianni Cervetti a pochi mesi dal suo 93esimo compleanno. Storico amico di Giorgio Napolitano ed esponente di Pci e poi Pds, fu uno dei principali protagonisti della "svolta autonoma" del partito della falce e del martello in Italia, rompendo in maniera definitiva i legami economici con l'Unione Sovietica. Cervetti fu anche tra i fondatori dell'orchestra Verdi, oggi orchestra sinfonica di Milano, di cui era presidente emerito. 

Gli esordi in politica di Gianni Cervetti e il viaggio in Russia

 Nato il 12 settembre 1933 a Milano, ancora 16enne decide di iscriversi al Pci e inizia progressivamente a frequentare sempre più spesso la sede del partito. Collabora con "La voce comunista" mentre inizia gli studi di Medicina a Milano. Nel 1955 li lascia e l'anno seguente viene inviato dal Pci a studiare Economia nella Mosca di Nikita Chruscev. Proprio all'ombra di Piazza Rossa conosce Franca Canuti, che sposerà nel 1958, e sempre a Mosca nasce il suo primo e unico figlio.

L'impegno politico e amministratico, tra Pci e Lombardia

 Rientrato in Italia, assume diversi incarichi nella Cgil prima di entrare ufficialmente sul palcoscenico politico nazionale. Prima consigliere comunale a Milano, poi Enrico Berlinguer lo propone per la segreteria nazionale del Pci nel 1975. Quattro anni dopo diventa segretario regionale della Lombardia e consigliere regionale della Lombardia.Tra 1984 e 1987 viene prima eletto al Parlamento europeo poi a quello italiano.Con lo scioglimento del Partito comunista, appoggia la svolta di Achille Occhetto e aderisce al Partito democratico della sinistra. 

L'impegno culturale di Gianin Cervetti

 Non solo politica. Dal 2002, quando è stato creato l'Istituto per la Storia dell'Età Contemporanea, ne è il presidente. Lo stesso ruolo lo ricopre per la Fondazione Orchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi dal 2008 al 2019, per poi diventare presidente emerito. Tra il 2001 e il 2006 è tra i componenti del consiglio di amministrazione dell’Università Statale di Milano in rappresentanza del ministero dell'Università. "Faccio fatica a credere che non sia più tra noi. La sua assenza lascia un vuoto incolmabile in tutti coloro che hanno avuto l'onore di conoscerlo, frequentarlo e collaborare con lui", ha commentato l'attuale presidente dell'orchestra Ambra Redaelli. Nel 2021 viene premiato con l'Ambrogino d'oro.

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