Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, respinge l'idea di indire le elezioni avanzata dall'ex ministro della Difesa destituito, Mykhailo Fedorov. Il leader di Kiev ritiene che un ritorno alle urne in tempo di guerra sarebbero pericolose per l'Ucraina, perché "spaccherebbero" il Paese. "Penso che in una guerra come questa, le elezioni in quanto tali rappresentino un rischio enorme", ha detto Zelensky in una dichiarazione alla stampa, aggiungendo che sarebbero uno "tsunami". Dal Cremlino, invece, arrivano voci di un possibile incontro tra Vladimir Putin e Donald Trump tra tre mesi.
Il braccio di ferro con Fedorov
Non si è fatta attendere la risposta di Fedorov, ministro molto popolare, licenziato il mese scorso dopo avere - secondo fonti interne al governo di Kiev - avuto un diverbio con il capo delle forze armate ucraine. Fedorov ritiene che Zelensky ad "alcune domande" riguardo l'inchiesta di corruzione che ha colpito il suo ufficio. Nei giorni scorsi, denuncia l'ex ministro, un'indagine sul riciclaggio di denaro ha sollevato interrogativi sulla consapevolezza del presidente su potenziali casi di corruzione nella sua cerchia ristretta.
Fedorov ha però dichiarato di non avere contatti con il presidente da "un paio di settimane" e di non avere prove che il presidente fosse personalmente corrotto. "In tutto il tempo in cui ho lavorato con lui, non ho mai ricevuto da lui alcun incarico o incarico che andasse contro la legge o il mio senso di integrità. Questa è la mia esperienza personale con lui". Con le sue parole, l'ex ministro fa riferimento all'indagine avviata nei giorni scorsi dall'ufficio anticorruzione ucraino, che ha scoperto un piano volto a sottrarre oltre 3 milioni di dollari (in valuta ucraina) per pagare la cauzione a favore di un ex ministro dell'Energia, Herman Haluschenko, a sua volta sotto accusa per corruzione e riciclaggio di denaro. Iryna Mudra, la vice capa dell'ufficio presidenziale, è stata rimossa dal suo incarico per volontà di Zelensky.
C'è però chi dagli uffici del presidente ucraino attacca l'ex ministro. Un portavoce di Zelensky alla britannica BBC sottolinea come Fedorov abbia "fatto parte di ogni governo dal 2019, ma è strano che si esprima come se si trattasse in qualche modo di governi diversi senza di lui. Come tutti ricordano, all'epoca non abbiamo sentito alcuna dichiarazione forte da parte sua". Fedorov ha affermato di aver sradicato elementi di corruzione dagli appalti della difesa, ma ha avvertito che ciò sta ancora incidendo sulla capacità dell'Ucraina in prima linea.
La carenza di sistemi di difesa aerea
Anche se la politica interna è sconvolta da indagini di corruzione e da rimpasti di governo, il Paese continua a essere sotto il fuoco dei missili russi. Colpa, denuncia l'esecutivo di Kiev, della carenza di sistema di difesa aerea. Zelensky necessita di 300 missili per i sistemi Patriot al fine di rafforzare le difese contro i missili balistici russi durante l'inverno. Il presidente ucraino riconosce le difficoltà di trovare un numero così ingente di missili per il sistema Patriot, soprattutto considerando che la Russia possiede già 600 missili balistici. "Stiamo collaborando con diversi Paesi per sviluppare ulteriori capacità - ha aggiunto - E mi piacerebbe davvero credere che saremo in grado di trovare la chiave per accedere a una piccola percentuale delle riserve statunitensi, diciamo il 5% o il 10%. E siamo pronti a pagare per questa fornitura", ha affermato Zelensky.
L'aiuto di Parigi e Berlino
Una prima schermata contro i missili russi, ha dichiarato il leader di Kiev, arriverà dalla Francia grazie al sostegno diplomatico del presidente francese Emmanuel Macron. "Ci aspettiamo nuovi radar per la difesa aerea dalla parte francese, che riceveremo in autunno", ha detto, aggiungendo che il problema del Samp/T è la mancanza di missili Aster 30. Riguardo alla ricezione dei missili Patriot, Zelensky ha informato di aver raggiunto un accordo con il cancelliere tedesco Friedrich Merz per la ricezione di 600 missili Pac-2 entro il 2027-2028.
Verso la fine della guerra?
Il leader di Kiev guarda già al prossimo anno. Zelensky riconosce l'esistenza di un corridoio di opportunità per porre fine alla guerra in Ucraina, dal vertice del G20 del prossimo dicembre fino alla fine dell'estate del 2027. "Poi inizieranno le elezioni presidenziali negli Stati Uniti d'America. Crediamo che oggi questa sia la fase più attiva in cui la diplomazia possa portare alla fine della guerra". Zelensky ha aggiunto che i negoziatori americani stanno cercando di trovare un formato per i colloqui che i russi possano accettare senza la condizione del ritiro delle Forze di Difesa dal Donbass. Tuttavia, la Russia continua a pretendere questo territorio dall'Ucraina, affermando che il suo esercito finirà comunque per conquistarlo. Secondo Zelensky, "Putin vuole dimostrare costantemente la sua forza, non vuole impegnarsi in alcun dialogo, vuole la massima escalation. Questa è più o meno l'impressione generale".
Possibile incontro Trump-Putin
Il leader russo Vladimir Putin e il presidente americano Donald Trump si incontreranno "inevitabilmente" e avranno un colloquio a margine del vertice Apec, in programma in Cina a novembre, se entrambi parteciperanno all'evento. Lo ha affermato il consigliere presidenziale russo Yuri Ushakov, aggiungendo che al momento non ci sono segnali o indizi in merito, dato che il vertice è ancora lontano nel tempo.
