Relazioni molto tese con Ankara

Israele riconosce il genocidio armeno, tensione tra Netanyahu ed Erdogan

Secondo Ankara si tratta di una decisione "politica" per coprire i crimini del Paese guidato da Netanyahu

28 Giu 2026 - 22:11
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netanyahu © Afp

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Il governo di Israele ha dato via libera all’unanimità al riconoscimento formale degli eventi legati al 1915 come genocidio armeno. "Non è mai troppo tardi per fare la cosa giusta" ha commentato Gideon Sa'ar durante il consiglio dei ministri. Anche a Gerusalemme, la comunità armena ha espresso soddisfazione dopo anni di attese. Anzi, lo stesso Sa'ar ha informato l'esecutivo di aver ricevuto una lettera di apprezzamento dalla Chiesa e dalla comunità armena della Città Santa. Sul piano politico, la decisione è stata sostenuta dal premier Benyamin Netanyahu. Il governo ha ribadito che si tratta di una scelta fondata sul riconoscimento di una vicenda già accettata da numerosi altri Paesi, come fatto anni fa da Biden negli Usa.

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Ankara non parla di genocidio, anzi Erdogan rilancia: "A Gaza è stato commesso"

 La mossa rende ancora più tese le relazioni con Ankara che da sempre rifiuta la definizione di genocidio per il massacro degli armeni per mano dell'Impero ottomano durante la Prima guerra mondiale. Il presidente Recep Tayyip Erdogan non ha replicato direttamente ma, parlando durante un evento del suo Partito della giustizia e dello sviluppo, ha ripetuto che "a Gaza è stato commesso un genocidio. Senza dubbio, ne chiederemo loro conto". L'iniziativa israeliana era stata annunciata dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva elogiato Erdogan spiegando: "Ha fatto tutto ciò che gli ho chiesto". "Avrebbe potuto essere un candidato molto forte dalla parte dell'Iran, perché non è un grande fan di Israele. Gli ho chiesto di restare fuori, e lui è rimasto fuori".

Ministro degli Esteri turco: "Decisione politica"

 Secondo Ankara si tratta di una decisione "politica" per coprire i crimini di Israele: "Il governo israeliano, che ha perseguitato sistematicamente il popolo palestinese sotto gli occhi del mondo intero ed è sotto processo presso la Corte Internazionale di Giustizia con l'accusa di aver commesso un genocidio contro la popolazione di Gaza, sta cercando di insabbiare i propri crimini attraverso la decisione politica che ha adottato, in merito agli eventi del 1915", ha affermato il ministero degli Esteri.

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