Il Pentagono ha riconosciuto una carenza di munizioni provocata dalla guerra contro l'Iran, dopo che negli ultimi mesi l'amministrazione Trump aveva in larga parte respinto le notizie sulle difficoltà degli arsenali statunitensi. Il report dell'Ispettore generale del dipartimento della Difesa presentato al Congresso smentisce quindi il presidente che, nelle scorse ore, ha pubblicato un messaggio su Truth Social ribadendo che gli Stati Uniti stanno producendo "più armi d'eccellenza e di élite rispetto a qualsiasi altro momento della nostra storia". Intanto, i prezzi del petrolio continuano a salire, che hanno superato i 103 dollari a barile.
Pentagono: "Carenza di munizioni"
Il Pentagono ha riconosciuto una carenza di munizioni provocata dalla guerra contro l'Iran, dopo che negli ultimi mesi l'amministrazione Trump aveva in larga parte respinto le notizie sulle difficoltà degli arsenali statunitensi. In un rapporto obbligatorio al Congresso, il primo del suo genere, l'ispettore generale del dipartimento della Difesa ha dichiarato che tra il 28 febbraio e il 30 giugno l'Operazione Epic Fury (Oef) ha comportato un costo stimato di 33,4 miliardi di dollari: di questi, 22,3 miliardi sono stati spesi esclusivamente per le munizioni impiegate.
Il Pentagono ha riconosciuto una carenza di munizioni provocata dalla guerra contro l'Iran, dopo che negli ultimi mesi l'amministrazione Trump aveva in larga parte respinto le notizie sulle difficoltà degli arsenali statunitensi. In un rapporto obbligatorio al Congresso, il primo del suo genere, l'ispettore generale del dipartimento della Difesa ha dichiarato che tra il 28 febbraio e il 30 giugno l'Operazione Epic Fury (Oef) ha comportato un costo stimato di 33,4 miliardi di dollari; di questi, 22,3 miliardi sono stati spesi esclusivamente per le munizioni impiegate.
