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Stati Uniti e Iran sospendono le ostilità a Hormuz | Hezbollah dopo gli attacchi di Israele: "Ci riserviamo il diritto di difendere la patria"

Tel Aviv ha distrutto una struttura sotterranea dell'organizzazione paramilitare nel sud del Paese dei cedri. Il presidente del Parlamento libanese: "L'accordo non sarà adottato"

29 Giu 2026 - 06:31
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 © Ansa

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Gli Stati Uniti e l'Iran "si fermeranno per ora", ha dichiarato un funzionario dell'amministrazione Trump, dopo che entrambe le parti si sono scambiate colpi di arma da fuoco vicino allo Stretto di Hormuz. I colloqui tecnici con l'Iran rimangono "in corso", ha affermato il funzionario ai microfoni della Cnn. Questa la premessa per l'incontro concordato tra i due Paesi che dovrebbe tenersi martedì (30 giugno) a Doha, in Qatar. Intanto resta alta la tensione tra Tel Aviv ed Hezbollah: l'Idf ha annunciato di aver distrutto un tunnel sotterraneo lungo circa 200 metri utilizzato dall'organizzazione paramilitare libanese a Majdal Zoun, nel Libano meridionale. Secondo Israele, nel tunnel erano stoccate centinaia di armi e lanciatori. Hezbollah ha definito gli attacchi una "palese violazione" del cessate il fuoco, affermando di aver rispettato la tregua fino a questo momento ma di "riservarsi il diritto di difendere il Paese". Il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri ha dichiarato che l'accordo quadro siglato con Israele sotto l'egida degli Stati Uniti "non sarà adottato", ritenendo che non garantisca i diritti del suo Paese. Un consigliere della Guida Suprema iraniana ha poi avvertito il Bahrein che Teheran colpirebbe il Paese con maggiore forza se provocato.

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Un consigliere della Guida Suprema iraniana ha avvertito il Bahrein che Teheran colpirebbe il Paese con maggiore forza se provocato. "Si sta rivolgendo un serio avvertimento ai bahreiniti affinché conoscano i propri limiti e non giochino con il proprio destino, né costringano l'Iran ad adottare decisioni drastiche", ha dichiarato Ali Akbar Velayati, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa semi-ufficiale Tasnim. L'Iran - si legge su Al Jazeera - ha attaccato una base della Marina statunitense in Bahrein sabato e venerdì, in risposta agli attacchi americani. Teheran sostiene che gli Stati Uniti utilizzino basi militari nella regione per lanciare attacchi sul suo territorio. Le nazioni del Golfo negano tale affermazione e Manama ha condannato gli ultimi attacchi, affermando che violano la sua sovranità e minano "le opportunità di de-escalation e stabilità nella regione". Il Bahrein, che ospita una numerosa popolazione sciita, ha arrestato decine di persone negli ultimi mesi con l'accusa di avere legami militari con Teheran.


Hezbollah ha dichiarato di riservarsi il diritto di "difendere la propria patria" dopo i nuovi attacchi sferrati da Israele nel sud del Libano, nonostante l'accordo quadro firmato venerdì volto a garantire una "pace duratura" tra i due Paesi. In un comunicato, il movimento filo-iraniano "ribadisce che quanto fatto dal nemico costituisce una flagrante violazione del cessate il fuoco a cui si era attenuto fino a quel momento, e che sta monitorando e registrando tali violazioni, riservandosi il diritto di difendere la propria patria e il proprio popolo".


Il presidente del Parlamento libanese Nabih Berri, alleato del movimento filo-iraniano Hezbollah, ha dichiarato che l'accordo quadro siglato con Israele sotto l'egida degli Stati Uniti "non sarà adottato", ritenendo che non garantisca i diritti del suo Paese. "Questo accordo non sarà adottato né attuato nella sua forma attuale", ha affermato in una nota diffusa dal suo partito, il Movimento Amal, denunciandolo come un "accordo basato su diktat, e non un accordo che tuteli i diritti del Libano". Firmato venerdì a Washington l'accordo mira a raggiungere una "pace duratura" tra Libano e Israele e prevede il disarmo di Hezbollah.