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Tumori, Humanitas presenta il progetto Smac per contrastare i danni da fumo

L'ospedale, con sede a Milano, studierà un gruppo di tabagisti ed ex per prevenire lo sviluppo di cancro e patologie cardiovascolari legate alle sigarette

Tumori, Humanitas presenta il progetto Smac per contrastare i danni da fumo - foto 1
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Grazie al progetto Smokers Health Multiple Action (Smac), il Centro Oncologico dell'ospedale milanese Humanitas ha in programma di sottoporre un campione di 2.000 volontari, selezionato tra fumatori di età superiore ai 30 anni ed ex fumatori over 55, ad uno screening gratuito.

Lo scopo è prevenire lo sviluppo di tumori e patologie cardiovascolari legate al fumo. A Tgcom24 la dottoressa Giulia Veronesi, responsabile della Sezione di Chirurgia Robotica Chirurgia Toracica e del progetto.

In campo anche l'intelligenza artificiale L'applicazione completa della Smac, di cui la parte di screening è già stata consolidata ed è ormai in uso come standard negli Stati Uniti a partire dal 2012, prevederà anche l'utilizzo di un'intelligenza artificiale, ovvero di un sofisticato computer, attualmente in fase di sperimentazione, in grado di diagnosticare autonomamente noduli polmonari maligni, per individuare eventuali indicatori tumorali in soggetti a rischio a causa di una presente o passata esposizione diretta al fumo.

Questa tecnologia permetterebbe di intervenire tempestivamente in una fase in cui il tumore sia ancora operabile per l'80% dei pazienti, prima che possa raggiungere uno stadio avanzato, come purtroppo accade nella maggior parte dei casi con le diagnosi attuali per cui, tra i tumori individuati, solo il 20-30% sono operabili. 

La responsabile del progetto, Giulia Veronesi, ha dichiarato che lo screening dei soggetti selezionati inizierà il 1° settembre 2018 per la durata complessiva di 3 anni  e che l'aspettativa è di trovare circa 60 tumori asintomatici. Il progetto permetterebbe di anticipare di ben 2 o 3 anni la diagnosi, riducendo la mortalità del 20%, contro la percentuale attuale che è tra il 5 e il 10%. "Il periodo di esame ideale - prosegue la dottoressa - sarebbe però di circa 10 o 11 anni, nel qual caso i valori statistici attesi del beneficio aumenterebbero ulteriormente".

Obiettivo principale è la prevenzione La prevenzione è uno degli obiettivi principali della Smac. I soggetti sottoposti al controllo, infatti, verranno seguiti all'interno di un'attività più ampia in cui, con l'ausilio del Centro Antifumo di Humanitas, verranno assistiti sia in termini di aiuto psicologico sia tramite un apposito trattamento farmacologico nel difficile proposito di smettere di fumare.

La dottoressa Veronesi desidera infine rassicurare i futuri pazienti, invitandoli a superare le paure che in questi casi tendono a frenare o a posticipare il sottoporsi ad eventuali controlli finché le condizioni non diventano seriamente critiche. "La diagnosi precoce ottenuta grazie a questa procedura - conclude - permetterà di individuare i tumori in una fase iniziale in cui si possano ancora curare con interventi rapidi e non invasivi, che non necessiteranno di più di un paio di giorni di degenza". 

Giulia Veronesi si dice fiduciosa sull'impatto che le innovazioni della Smac avranno nella lotta a tumori e malattie causate dal fumo.

Lotta ai tumori e alle malattie cardiovascolari Anche il settore della ricerca sperimentale beneficerebbe indubbiamente dall'applicazione della Smac, in quanto sul sangue prelevato ai soggetti osservati si potrà effettuare una biopsia liquida che permetterebbe di scoprire se nel campione sanguigno siano presenti marcatori tumorali, ovvero cellule, frammenti di geni o proteine che indichino la presenza di un tumore.

L'utilità di questo progetto non è limitata soltanto al reparto oncologico, ma potrà diventare rilevante anche nel settore delle malattie cardiovascolari, dato che il fumo è riconosciuto come una delle principali cause nei casi di infarto e aterosclerosi, ed una tempestiva valutazione del livello di predisposizione dei pazienti tramite screening permetterebbe di prevenire tali patologie, modificando stili di vita a rischio o intraprendendo per tempo le terapie necessarie.

"E' stato stimato che questa nuova pratica riguarderebbe circa 2 milioni di soggetti nel nostro Paese che attualmente soddisfano i criteri per poter essere sottoposti allo screening", ha aggiunto Veronesi, che definisce i risultati molto promettenti.